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GENOVA E IL G8: IMMAGINI DI UNA CITTA' VIOLENTATA |
Da genovese ho voluto raccogliere alcune immagini della mia città durante i giorni di quel vertice internazionale che hanno chiamato G8. Sono fotografie piuttosto inconsuete, che mostrano diversi aspetti di una città dopo una completa, anche se temporanea, trasformazione radicale dei suoi spazi, dei suoi percorsi, delle sue abitudini di vita. La Genova del G8 è una città diversa da se stessa, un luogo dal quale gli abitanti sono fuggiti per lasciare posto alle forze dell’ordine, ai manifestanti e ad un esiguo - se raffrontato con i precedenti - numero di diplomatici di otto paesi del mondo. A chi cerca immagini di violenza, di scontri, di sangue dico subito che qui non le troverà. Non mi interessa mostrare azioni di guerriglia urbana (perché quella è stata la principale attività che si è svolta a Genova nei giorni del G8) facilmente reperibili sulle copertine di tutti i giornali o in numerosissimi altri siti. No, il mio interesse è un altro. Le fotografie che vedrete qui non seguono nessun ordine preciso, ma cercano solo di ricordare e di far ricordare. Sono state scattate per permettere a tutti coloro che vorranno guardarle di tenere a mente come in pochissimi giorni è stato possibile modificare profondamente gli spazi, i luoghi e i sentimenti di una città. Come una enorme macchina organizzativa sia stata in grado di sconvolgere un’intera città rendendola irriconoscibile perfino ai suoi abitanti. In queste foto si vede una città deserta, silenziosa, priva di attività, disabitata ma anche spietata, dura, violenta finanche nei tagli della luce del sole. Una città popolata da persone e automezzi improbabili, ma anche colpita profondamente nel proprio animo oltre che nelle proprie “cose”. Una città con una faccia trasfigurata che, anche se per pochi giorni, nessun genovese riuscirà mai più a dimenticare. Queste fotografie non pretendono di essere portatrici di alcun significato o verità, non vogliono mandare alcun messaggio e non desiderano trasmettere nulla a nessuno. Vogliono solo suggerire, a chi avrà la pazienza di guardarne qualcuna, una riflessione propria, personale, qualsiasi, anche leggera e superficiale, ma totalmente individuale. Spero che il mio tentativo aiuterà i genovesi a ricordare questo straordinario carnevale di violenza e che allo stesso tempo permetta a tutti gli altri di sapere qualcosa in più di questa Genova. Roberto Silvestri
IMPORTANTE Tutte le fotografie sono coperte dal copyright pertanto chiunque volesse utilizzarle o ne volesse avere una copia in dimensioni maggiori e in qualsiasi formato, può richiederla direttamente a me, all’indirizzo info@silvestri.info e io la invierò subito per e-mail. |
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