LEGGE 11 FEBBRAIO 1994, N. 109
La nuova legge quadro in materia di lavori pubblici (testo con le modifiche e le Integrazioni apportate
dalla legge 1 agosto 2002, n. 166)
Art.
1.
(Principi generali)
1. In attuazione dell'articolo 97 della Costituzione l'attività
amministrativa in materia di opere e lavori pubblici deve garantirne la
qualità ed uniformarsi a criteri di efficienza e di efficacia,
secondo procedure improntate a tempestività, trasparenza e correttezza,
nel rispetto del diritto comunitario e della libera concorrenza tra gli
operatori.
2. Per la disciplina delle opere e dei lavori pubblici di competenza delle
regioni anche a statuto speciale, delle province autonome di Trento e
di Bolzano e degli enti infraregionali da queste finanziati, i principi
desumibili dalle disposizioni della presente legge costituiscono norme
fondamentali di riforma economico-sociale e principi della legislazione
dello Stato ai sensi degli statuti delle regioni a statuto speciale e
dell'articolo 117 della Costituzione, anche per il rispetto degli obblighi
internazionali dello Stato.
3. Il Governo, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, lettera d), della legge
23 agosto 1988, n. 400, emana atti di indirizzo e coordinamento dell'attività
amministrativa delle regioni in conformità alle norme della presente
legge.
4. Le norme della presente legge non possono essere derogate, modificate
o abrogate se non per dichiarazione espressa con specifico riferimento
a singole disposizioni. torna
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Art.
2.
(Ambito oggettivo e soggettivo di applicazione della legge)
1. Ai sensi e per gli effetti della presente legge e del regolamento di
cui all'articolo 3, comma 2, si intendono per lavori pubblici, se affidati
dai soggetti di cui al comma 2 del presente articolo, le attività
di costruzione, demolizione, recupero, ristrutturazione, restauro e manutenzione
di opere ed impianti, anche di presidio e difesa ambientale e di ingegneria
naturalistica. Nei contratti misti di lavori, forniture e servizi e nei
contratti di forniture o di servizi quando comprendano lavori accessori,
si applicano le norme della presente legge qualora i lavori assumano rilievo
economico superiore al 50 per cento.
2. Le norme della presente legge e del regolamento di cui all'articolo
3, comma 2, si applicano:
a) alle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, agli
enti pubblici, compresi quelli economici, agli enti ed alle amministrazioni
locali, alle loro associazioni e consorzi nonché agli altri organismi
di diritto pubblico;
b) ai concessionari di lavori e di servizi pubblici e ai soggetti di cui
al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, e successive modificazioni,
alle aziende speciali ed ai consorzi di cui agli articoli 114, 2 e 31
del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui
al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, alle società di
cui agli articoli 113, 113-bis, 115 e 116 del citato testo unico, alle
società con capitale pubblico, in misura anche non prevalente,
che abbiano ad oggetto della propria attività la produzione di
beni o servizi non destinati ad essere collocati sul mercato in regime
di libera concorrenza; ai predetti soggetti non si applicano gli articoli
7, 14, 18, 19, commi 2 e 2-bis, 27 e 33 della presente legge;
c) ai soggetti privati, relativamente a lavori di cui all'allegato A del
decreto legislativo 19 dicembre 1991, n. 406, nonché ai lavori
civili relativi ad ospedali, impianti sportivi, ricreativi e per il tempo
libero, edifici scolastici ed universitari, edifici destinati a funzioni
pubbliche amministrative, di importo superiore a 1 milione di euro, per
la cui realizzazione sia previsto, da parte dei soggetti di cui alla lettera
a), un contributo diretto e specifico, in conto interessi o in conto capitale
che, attualizzato, superi il 50 per cento dell'importo dei lavori; ai
predetti soggetti non si applicano gli articoli 7, 14, 19, commi 2 e 2-bis,
27, 32 e 33 della presente legge.
3. Ai concessionari di lavori pubblici si applicano le sole disposizioni
della presente legge in materia di pubblicità dei bandi di gara
e termini per concorrere, secondo quanto previsto per gli appalti a terzi
dalla direttiva 93/37/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, nonché
in materia di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici; per i
lavori eseguiti direttamente o tramite imprese collegate o controllate,
individuate ai sensi della citata direttiva 93/37/CEE, si applicano le
sole norme relative alla qualificazione degli esecutori di lavori pubblici.
Le amministrazioni aggiudicatrici possono imporre ai concessionari di
lavori pubblici, con espressa previsione del contratto di concessione,
di affidare a terzi appalti corrispondenti a una percentuale minima del
30 per cento del valore globale dei lavori oggetto della concessione oppure
possono invitare i candidati concessionari a dichiarare nelle loro offerte
la percentuale, ove sussista, del valore globale dei lavori oggetto della
concessione che essi intendono affidare a terzi. Per la realizzazione
delle opere previste nelle convenzioni già assentite alla data
del 30 giugno 2002, ovvero rinnovate e prorogate ai sensi della legislazione
vigente, i concessionari sono tenuti ad appaltare a terzi una percentuale
minima del 40 per cento dei lavori, applicando le disposizioni della presente
legge ad esclusione degli articoli 7, 14, 19, commi 2 e 2-bis, 27, 32,
33. È fatto divieto ai soggetti di cui al comma 2, lettera a),
di procedere ad estensioni di lavori affidati in concessione al di fuori
delle ipotesi previste dalla citata direttiva 93/37/CEE previo aggiornamento
degli atti convenzionali sulla base di uno schema predisposto dal Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti. Di tale aggiornamento deve essere
data comunicazione al Parlamento.
4. I soggetti di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, applicano
le disposizioni della presente legge per i lavori di cui all'articolo
8, comma 6, del medesimo decreto legislativo e comunque per i lavori riguardanti
i rilevati aeroportuali e ferroviari. Agli stessi soggetti non si applicano
le disposizioni del regolamento di cui all'articolo 3, comma 2, relative
all'esecuzione dei lavori, alla contabilità dei lavori e al collaudo
dei lavori. Resta ferma l'applicazione delle disposizioni legislative
e regolamentari relative ai collaudi di natura tecnica. Gli appalti di
forniture e servizi restano comunque regolati dal solo decreto legislativo
17 marzo 1995, n. 158.
5. Le disposizioni della presente legge non si applicano agli interventi
eseguiti direttamente dai privati a scomputo di contributi connessi ad
atti abilitanti all'attività edilizia o conseguenti agli obblighi
di cui al quinto comma dell'articolo 28 della legge 17 agosto 1942, n.
1150, e successive modificazioni, o di quanto agli interventi assimilabile;
per le singole opere d'importo superiore alla soglia comunitaria i soggetti
privati sono tenuti ad affidare le stesse nel rispetto delle procedure
di gara previste dalla citata direttiva 93/37/CEE.
6. Le disposizioni della presente legge, ad esclusione dell'articolo 8,
non si applicano ai contratti di sponsorizzazione di cui all'articolo
119 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000,
ed all'articolo 43 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, ovvero ai contratti
a questi ultimi assimilabili, aventi ad oggetto interventi di cui al comma
1, ivi compresi gli interventi di restauro e manutenzione di beni mobili
e delle superfici decorate di beni architettonici sottoposti alle disposizioni
di tutela di cui al Titolo I del testo unico delle disposizioni legislative
in materia di beni culturali e ambientali, di cui al decreto legislativo
29 ottobre 1999, n. 490.
7. Ai sensi della presente legge si intendono:
a) per organismi di diritto pubblico qualsiasi organismo con personalità
giuridica, istituito per soddisfare specificatamente bisogni di interesse
generale non aventi carattere industriale o commerciale e la cui attività
sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dalle regioni, dalle
province autonome di Trento e di Bolzano, dagli enti locali, da altri
enti pubblici o da altri organismi di diritto pubblico, ovvero la cui
gestione sia sottoposta al controllo di tali soggetti, ovvero i cui organismi
di amministrazione, di direzione o di vigilanza siano costituiti in misura
non inferiore alla metà da componenti designati dai medesimi soggetti;
b) per procedure di affidamento dei lavori o per affidamento dei lavori
il ricorso a sistemi di appalto o di concessione;
c) per amministrazioni aggiudicatrici i soggetti di cui al comma 2, lettera
a);
d) per altri enti aggiudicatori o realizzatori i soggetti di cui al comma
2, lettere b) e c) torna
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Art.
3.
(Delegificazione)
1. È demandata alla potestà regolamentare del Governo, ai
sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con
le modalità di cui al presente articolo e secondo le norme di cui
alla presente legge, la materia dei lavori pubblici con riferimento:
a) alla programmazione, alla progettazione, alla direzione dei lavori,
al collaudo e alle attività di supporto tecnico-amministrativo
con le annesse normative tecniche;
b) alle procedure di affidamento degli appalti e delle concessioni di
lavori pubblici, nonché degli incarichi di progettazione;
c) alle forme di pubblicità e di conoscibilità degli atti
procedimentali, anche mediante informazione televisiva o trasmissione
telematica, nonché alle procedure di accesso a tali atti;
d) ai rapporti funzionali tra i soggetti che concorrono alla realizzazione
dei lavori e alle relative competenze.
2. Nell'esercizio della potestà regolamentare di cui al comma 1
il Governo, entro il 30 settembre 1995 adotta apposito regolamento, di
seguito così denominato, che, insieme alla presente legge, costituisce
l'ordinamento generale in materia di lavori pubblici, recando altresì
norme di esecuzione ai sensi del comma 6. Il predetto atto assume come
norme regolatrici, nell'ambito degli istituti giuridici introdotti dalla
normativa comunitaria vigente e comunque senza pregiudizio dei principi
della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi,
la presente legge, nonché, per quanto non da essa disposto, la
legislazione antimafia e le disposizioni nazionali di recepimento della
normativa comunitaria vigente nella materia di cui al comma 1. Il regolamento
è adottato su proposta del Ministro dei lavori pubblici, di concerto
con i Ministri dell'ambiente e per i beni culturali e ambientali, sentiti
i Ministri interessati, previo parere del Consiglio superiore dei lavori
pubblici, nonché delle competenti Commissioni parlamentari, che
si esprimono entro sessanta giorni dalla trasmissione dello schema. Con
la procedura di cui al presente comma si provvede altresì alle
successive modificazioni ed integrazioni del regolamento. Sullo schema
di regolamento il Consiglio di Stato esprime parere entro 45 giorni dalla
data di trasmissione, decorsi i quali il regolamento è emanato.
3. Il Governo, nell'ambito delle materie disciplinate dal regolamento,
attua, con modifiche al medesimo regolamento, le direttive comunitarie
nella materia di cui al comma 1 che non richiedono la modifica di disposizioni
della presente legge.
4. Sono abrogati, con effetto dalla data di entrata in vigore del regolamento,
gli atti normativi indicati che disciplinano la materia di cui al comma
1, ad eccezione delle norme della legislazione antimafia. Il regolamento
entra in vigore tre mesi dopo la sua pubblicazione in apposito supplemento
della Gazzetta Ufficiale che avviene contestualmente alla ripubblicazione
della presente legge, coordinata con le modifiche ad essa apportate fino
alla data di pubblicazione del medesimo regolamento, dei decreti previsti
dalla presente legge e dalle altre disposizioni legislative non abrogate
in materia di lavori pubblici.
5. Con decreto del Ministro dei lavori pubblici, sentito il Consiglio
superiore dei lavori pubblici, è adottato, ai sensi dell'articolo
17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il nuovo capitolato generale
d'appalto che trova applicazione ai lavori affidati dai soggetti di cui
all'articolo 2, comma 2, lettera a), della presente legge, e che entra
in vigore contestualmente al regolamento. Con decreto del Ministro dei
lavori pubblici, emanato di concerto con il Ministro per i beni culturali
e ambientali, sentito il Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali,
sono adottati uno o più capitolati speciali per lavori aventi ad
oggetto beni sottoposti alle disposizioni della legge 1º giugno 1939,
n. (ora Titolo I del decreto legislativo n. 490 del 1999).
6. Il regolamento, con riferimento alle norme di cui alla presente legge,
oltre alle materie per le quali è di volta in volta richiamato
definisce in particolare:
a) le modalità di esercizio della vigilanza di cui all'articolo
4;
b) le sanzioni previste a carico del responsabile del procedimento e la
ripartizione dei compiti e delle funzioni dell'ingegnere capo fra il responsabile
del procedimento e il direttore del lavori;
c) le forme di pubblicità dei lavori delle conferenze di servizi
di cui all'articolo 7;
d) i requisiti e le modalità per l'iscrizione, all'Albo nazionale
dei costruttori, dei consorzi stabili di cui all'articolo 12, nonché
le modalità per la partecipazione dei consorzi stabili alle gare
per l'aggiudicazione di appalti e di concessioni di lavori pubblici;
e) la disciplina delle associazioni temporanee di tipo verticale e l'individuazione
dei lavori ad alta tecnologia ai sensi e per gli effetti dell'articolo
13, comma 7;
f) i tempi e le modalità di predisposizione, di inoltro e di aggiornamento
dei programmi di cui all'articolo 14;
g) le ulteriori norme tecniche di compilazione dei progetti, gli elementi
progettuali relativi a specifiche categorie di lavori;
h) gli ulteriori requisiti delle società di ingegneria di cui all'articolo
17, comma 7;
i) abrogata;
l) specifiche modalità di progettazione e di affidamento dei lavori
di scavo, restauro e manutenzione dei beni tutelati ai sensi del Titolo
I del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali
e ambientali, di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, anche
in deroga agli articoli 16, 19, 20 e 23 della presente legge, fatto salvo
quanto specificatamente previsto con riferimento ai beni mobili ed alle
superfici decorate di beni architettonici;
m) le modalità di espletamento dell'attività delle commissioni
giudicatrici di cui all'articolo 21;
n) abrogata;
o) le procedure di esame delle proposte di variante di cui all'articolo
25;
p) l'ammontare delle penali di cui all'articolo 26, comma 6, secondo l'importo
dei lavori e le cause che le determinano, nonché le modalità
applicative;
q) le modalità e le procedure accelerate per la deliberazione prima
del collaudo, da parte del soggetto appaltante o concedente o di altri
soggetti, sulle riserve dell'appaltatore;
r) i lavori in relazione ai quali il collaudo si effettua sulla base di
apposite certificazioni di qualità dell'opera e dei materiali e
le relative modalità di rilascio; le norme concernenti le modalità
del collaudo di cui all'articolo 28 e il termine entro il quale il collaudo
stesso deve essere effettuato e gli ulteriori casi nei quali è
obbligatorio effettuare il collaudo in corso d'opera; le condizioni di
incompatibilità dei collaudatori, i criteri di rotazione negli
incarichi, i relativi compensi, i requisiti professionali secondo le caratteristiche
dei lavori;
s) le forme di pubblicità di appalti e concessioni ai sensi dell'articolo
29;
t) le modalità di attuazione degli obblighi assicurativi di cui
all'articolo 30, le condizioni generali e p articolari delle polizze e
i massimali garantiti, nonché le modalità di costituzione
delle garanzie fideiussorie di cui al medesimo articolo 30; le modalità
di prestazione della garanzia in caso di riunione di concorrenti di cui
all'articolo 13;
u) la disciplina riguardante i lavori segreti di cui all'articolo 33;
v) la quota subappaltabile dei lavori appartenenti alla categoria o alle
categorie prevalenti ai sensi dell'articolo 18, comma 3, della legge 19
marzo 1990, n. 55, come sostituito dall'articolo 34, comma 1, della presente
legge;
z) le norme riguardanti la consegna dei lavori e le sospensioni disposte
dal titolare dei lavori al fine di assicurare l'effettiva e continuativa
prosecuzione dei lavori stessi, le modalità di corresponsione agli
appaltatori e ai concessionari di acconti in relazione allo stato di avanzamento
dei lavori;
aa) la disciplina per la tenuta dei documenti contabili.
7. Ai fini della predisposizione del regolamento, è istituita,
dal Ministro dei lavori pubblici, apposita commissione di studio composta
da docenti universitari, funzionari pubblici ed esperti di particolare
qualificazione professionale. Per il funzionamento della commissione e
per la corresponsione dei compensi, da determinarsi con decreto del Ministro
dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro del tesoro, in riferimento
all'attività svolta, è autorizzata la spesa di lire 500
milioni da imputarsi sul capitolo 1030 dello stato di previsione del Ministero
dei lavori pubblici.
7-bis. Entro il 1° gennaio 1996, con decreto del Presidente della
Repubblica ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988,
n. 400, su proposta del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con
il Ministro della difesa è adottato apposito regolamento in armonia
con le disposizioni della seguente legge, per la disciplina delle attività
del Genio militare, in relazione ai lavori connessi alle esigenze della
difesa militare. Sino alla data di entrata in vigore del suddetto regolamento
restano ferme le disposizioni attualmente vigenti.
7-ter. Per assicurare la compatibilità con gli ordinamenti esteri
delle procedure di affidamento ed esecuzione dei lavori, eseguiti sul
territorio dei rispettivi Stati esteri, nell'ambito di attuazione della
legge 26 febbraio 1987, n. 49, sulla cooperazione allo sviluppo, il regolamento
ed il capitolato generale, sentito il Ministero degli affari esteri, tengono
conto della specialità delle condizioni per la realizzazione di
detti lavori e delle procedure applicate in materia dalle Organizzazioni
Internazionali e dalla Unione Europea. torna
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Art.
4.
(Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici)
1. Al fine di garantire l'osservanza dei principi di cui all'articolo
1, comma 1, nella materia dei lavori pubblici, anche di interesse regionale,
è istituita, con sede in Roma, l'Autorità per la vigilanza
sui lavori pubblici, di seguito denominata "Autorità".
2. L'Autorità opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio
e di valutazione ed è organo collegiale costituito da cinque membri
nominati con determinazione adottata d'intesa dai Presidenti della Camera
dei deputati e del Senato della Repubblica. I membri dell'Autorità,
al fine di garantire la pluralità delle esperienze e delle conoscenze,
sono scelti tra personalità che operano in settori tecnici, economici
e giuridici con riconosciuta professionalità. L'Autorità
sceglie il presidente tra i propri componenti e stabilisce le norme sul
proprio funzionamento.
3. I membri dell'Autorità durano in carica cinque anni e non possono
essere confermati. Essi non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna
attività professionale o di consulenza, non possono essere amministratori
o dipendenti di enti pubblici o privati né ricoprire altri uffici
pubblici di qualsiasi natura o rivestire cariche pubbliche elettive o
cariche nei partiti politici. I dipendenti pubblici sono collocati fuori
ruolo o, se professori universitari, in aspettativa per l'intera durata
del mandato. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro
del tesoro, è determinato il trattamento economico spettante ai
membri dell'Autorità, nel limite complessivo di lire 1.250.000.000
annue.
4. L'Autorità:
a) vigila affinché sia assicurata l'economicità di esecuzione
dei lavori pubblici;
b) vigila sull'osservanza della disciplina legislativa e regolamentare
in materia verificando, anche con indagini campionarie, la regolarità
delle procedure di affidamento dei lavori pubblici;
c) accerta che dall'esecuzione dei lavori non sia derivato pregiudizio
per il pubblico erario;
d) segnala al Governo e al Parlamento, con apposita comunicazione, fenomeni
particolarmente gravi di inosservanza o di applicazione distorta della
normativa sui lavori pubblici;
e) formula al Ministro dei lavori pubblici proposte per la revisione del
regolamento;
f) predispone ed invia al Governo e al Parlamento una relazione annuale
nella quale si evidenziano disfunzioni riscontrate nel settore degli appalti
e delle concessioni di lavori pubblici con particolare riferimento:
1) alla frequenza del ricorso a procedure non concorsuali;
2) alla inadeguatezza della pubblicità degli atti;
3) allo scostamento dai costi standardizzati di cui al comma 16, lettera
b);
4) alla frequenza del ricorso a sospensioni dei lavori o a varianti in
corso d'opera;
5) al mancato o tardivo adempimento degli obblighi nei confronti dei concessionari
e degli appaltatori;
6) allo sviluppo anomalo del contenzioso;
g) sovrintende all'attività dell'Osservatorio dei lavori pubblici
di cui al comma 10, lettera c);
h) esercita i poteri sanzionatori di cui ai commi 7 e 17;
i) vigila sul sistema di qualificazione di cui all'articolo 8.
5. Per l'espletamento dei propri compiti, l'Autorità si avvale
dell'Osservatorio dei lavori pubblici di cui al comma 10, lettera c),
delle unità specializzate di cui all'articolo 14, comma 1, del
decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla
legge 12 luglio 1991, n. 203, nonché, per le questioni di ordine
tecnico, della consulenza del Consiglio superiore dei lavori pubblici
e del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, relativamente
agli interventi aventi ad oggetto i beni sottoposti alle disposizioni
della legge 1º giugno 1939, n. 1089. (ora Titolo I del decreto legislativo
n. 490 del 1999)
6. Nell'ambito della propria attività l'Autorità può
richiedere alle amministrazioni aggiudicatrici, agli altri enti aggiudicatori
o realizzatori, nonché ad ogni altra pubblica amministrazione e
ad ogni ente, anche regionale, impresa o persona che ne sia in possesso,
documenti, informazioni e chiarimenti relativamente ai lavori pubblici,
in corso o da iniziare, al conferimento di incarichi di progettazione,
agli affidamenti dei lavori; anche su richiesta motivata di chiunque ne
abbia interesse, può disporre ispezioni, avvalendosi del Servizio
ispettivo di cui al comma 10, e della collaborazione di altri organi dello
Stato; può disporre perizie ed analisi economiche e statistiche
nonché la consultazione di esperti in ordine a qualsiasi elemento
rilevante ai fini dell'istruttoria. Tutte le notizie, le informazioni
o i dati riguardanti le imprese oggetto di istruttoria da parte dell'Autorità
sono tutelati, sino alla conclusione dell'istruttoria medesima, dal segreto
di ufficio anche nei riguardi delle pubbliche amministrazioni. I funzionari
dell'Autorità, nell'esercizio delle loro funzioni, sono pubblici
ufficiali. Essi sono vincolati dal segreto d'ufficio.
7. Con provvedimento dell'Autorità, i soggetti ai quali è
richiesto di fornire gli elementi di cui al comma 6 sono sottoposti alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma fino a lire 50 milioni
se rifiutano od omettono, senza giustificato motivo, di fornire le informazioni
o di esibire i documenti, ovvero alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma fino a lire 100 milioni se forniscono informazioni od esibiscono
documenti non veritieri. L'entità delle sanzioni è proporzionata
all'importo contrattuale dei lavori cui le informazioni si riferiscono.
Sono fatte salve le diverse sanzioni previste dalle norme vigenti. I provvedimenti
dell'Autorità devono prevedere il termine di pagamento della sanzione
e avverso di essi è ammesso ricorso al giudice amministrativo in
sede di giurisdizione esclusiva da proporre entro trenta giorni dalla
data di ricezione dei provvedimenti medesimi. La riscossione della sanzione
avviene mediante ruoli.
8. Qualora i soggetti ai quali è richiesto di fornire gli elementi
di cui al comma 6 appartengano alle pubbliche amministrazioni, si applicano
le sanzioni disciplinari previste dall'ordinamento per gli impiegati dello
Stato.
9. Qualora accerti l'esistenza di irregolarità, l'Autorità
trasmette gli atti ed i propri rilievi agli organi di controllo e, se
le irregolarità hanno rilevanza penale, agli organi giurisdizionali
competenti. Qualora l'Autorità accerti che dalla realizzazione
dei lavori pubblici derivi pregiudizio per il pubblico erario, gli atti
e i rilievi sono trasmessi anche ai soggetti interessati e alla procura
generale della Corte dei conti.
10. Alle dipendenze dell'Autorità sono costituiti ed operano:
a) la Segreteria tecnica;
b) il Servizio ispettivo;
c) l'Osservatorio dei lavori pubblici.
10-bis . Il Servizio ispettivo svolge accertamenti ed indagini ispettive
nelle materie di competenza dell'Autorità; informa, altresì,
gli organi amministrativi competenti sulle eventuali responsabilità
riscontrate a carico di amministratori, di pubblici dipendenti, di liberi
professionisti e di imprese. Il Ministro dei lavori pubblici, d'intesa
con l'Autorità, può avvalersi del Servizio ispettivo per
l'attivazione dei compiti di controllo spettanti all'Amministrazione.
10-ter. Al Servizio ispettivo è preposto un dirigente generale
di livello C ed esso è composto da non più di 125 unità
appartenenti alla professionalità amministrativa e tecnica, di
cui 25 con qualifica non inferiore a quella dirigenziale.
10-quater . Sono fatte salve le competenze del Nucleo tecnico di valutazione
e verifica degli investimenti pubblici di cui all'articolo 3, comma 5,
del decreto legislativo 5 dicembre 1997, n. 430.
10-quinquies . Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio, ivi compreso il trasferimento delle risorse dal
centro di responsabilità "Ispettorato tecnico" dello
stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici all'apposito centro
di responsabilità dello stato di previsione della Presidenza del
Consiglio dei ministri.
11. abrogato.
12. abrogato.
13. abrogato.
14. L'Osservatorio dei lavori pubblici è articolato in una sezione
centrale ed in sezioni regionali aventi sede presso le regioni e le province
autonome. I modi e i protocolli della articolazione regionale sono definiti
dall'Autorità di concerto con la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
15. L'Osservatorio dei lavori pubblici opera mediante procedure informatiche,
sulla base di apposite convenzioni, anche attraverso collegamento con
gli analoghi sistemi della Ragioneria generale dello Stato, dei Ministeri
interessati, dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), dell'Istituto
nazionale della previdenza sociale (INPS), dell'Istituto nazionale per
l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), delle regioni,
dell'Unione province d'Italia (UPI), dell'Associazione nazionale comuni
italiani (ANCI), delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
e delle casse edili.
16. La sezione centrale dell'Osservatorio dei lavori pubblici svolge i
seguenti compiti:
a) provvede alla raccolta ed alla elaborazione dei dati informativi concernenti
i lavori pubblici su tutto il territorio nazionale e, in particolare,
di quelli concernenti i bandi e gli avvisi di gara, le aggiudicazioni
e gli affidamenti, le imprese partecipanti, l'impiego della mano d'opera
e le relative norme di sicurezza, i costi e gli scostamenti rispetto a
quelli preventivati, i tempi di esecuzione e le modalità di attuazione
degli interventi, i ritardi e le disfunzioni;
b) determina annualmente costi standardizzati per tipo di lavoro in relazione
a specifiche aree territoriali, facendone oggetto di una specifica pubblicazione;
c) pubblica semestralmente i programmi triennali dei lavori pubblici predisposti
dalle amministrazioni aggiudicatrici, nonché l'elenco dei lavori
pubblici affidati;
d) promuove la realizzazione di un collegamento informatico con le amministrazioni
aggiudicatrici, gli altri enti aggiudicatori o realizzatori, nonché
con le regioni, al fine di acquisire informazioni in tempo reale sui lavori
pubblici;
e) garantisce l'accesso generalizzato, anche per via informatica, ai dati
raccolti e alle relative elaborazioni;
f) adempie agli oneri di pubblicità e di conoscibilità richiesti
dall'Autorità;
g) favorisce la formazione di archivi di settore, in particolare in materia
contrattuale, e la formulazione di tipologie unitarie da mettere a disposizione
delle amministrazioni interessate.
16-bis. In relazione alle attività, agli aspetti e alle componenti
peculiari dei lavori concernenti i beni sottoposti alle disposizioni della
legge 1º giugno 1939, n. 1089, (ora Titolo I del decreto legislativo
n. 490 del 1999) i compiti di cui alle lettere a) e b) del comma 16 sono
svolti dalla sezione centrale dell'Osservatorio dei lavori pubblici, su
comunicazione del soprintendente per i beni ambientali e architettonici
avente sede nel capoluogo di regione, da effettuarsi per il tramite della
sezione regionale dell'Osservatorio.
17. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli altri enti aggiudicatori o
realizzatori sono tenuti a comunicare all'Osservatorio dei lavori pubblici,
per lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro, entro trenta
giorni dalla data del verbale di gara o di definizione della trattativa
privata, i dati concernenti la denominazione dei lavori, il contenuto
dei bandi e dei verbali di gara, i soggetti invitati, l'importo di aggiudicazione,
il nominativo dell'aggiudicatario o dell'affidatario e del progettista
e, entro sesanta giorni dalla data del loro compimento ed effettuazione,
l'inizio, gli stati di avanzamento e l'ultimazione dei lavori, l'effettuazione
del collaudo, l'importo finale del lavoro. Per gli appalti di importo
inferiore a 500.000 euro non è necessaria la comunicazione dell'emissione
degli stati di avanzamento. Il soggetto che ometta, senza giustificato
motivo, di fornire i dati richiesti è sottoposto, con provvedimento
dell'Autorità, alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma fino a lire 50 milioni. La sanzione è elevata fino a lire
100 milioni se sono forniti dati non veritieri.
18. I dati di cui al comma 17, relativi ai lavori di interesse regionale,
provinciale e comunale, sono comunicati alle sezioni regionali dell'Osservatorio
dei lavori pubblici che li trasmettono alla sezione centrale. torna
all'inizio
Art.
5.
(Disposizioni in materia di personale dell'Autorità e del Servizio
ispettivo e norme finanziarie)
1. Al personale dell'Autorità si applicano le disposizioni di cui
al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni.
2. La segreteria tecnica di cui all'articolo 4, comma 10, lettera a),
è composta da non più di 50 unità, ivi comprese 4
unità di livello dirigenziale, ed è coordinata da un dirigente
generale di livello C.
3. abrogato
4. L'Osservatorio dei lavori pubblici di cui all'articolo 4, comma 10,
lettera c), al quale è preposto un dirigente generale di livello
C, è costituito da 59 unità, ivi comprese 4 unità
di livello dirigenziale.
5. Per le finalità di cui al presente articolo, con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri è istituito un apposito ruolo
del personale dipendente dall'Autorità; alla copertura del predetto
ruolo si provvede in via prioritaria con il ricorso alle procedure di
mobilità di cui al capo III del decreto legislativo 3 febbraio
1993, n. 29, e successive modificazioni, nonché, in via subordinata,
alle procedure di concorso di cui al medesimo decreto. (...) Al personale
dell'Autorità è fatto divieto di assumere altro impiego
od incarico, nonché di esercitare attività professionale,
didattica, commerciale ed industriale. Fino alla stipula dei contratti
collettivi di cui al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, al personale dell'Autorità è attribuito lo
stesso trattamento giuridico ed economico del personale di ruolo della
Presidenza del Consiglio dei ministri.
5-bis. In sede di prima applicazione della presente legge, si provvede
alla copertura dei posti in organico del Servizio ispettivo, in via prioritaria,
mediante il personale assunto in esito ai concorsi per esami di cui all'articolo
13, comma 6, del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, e, in subordine, mediante il personale
assunto nell'ambito del sistema di programmazione delle assunzioni previsto
dall'articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Per il restante
personale si provvede in via prioritaria con il ricorso alle procedure
di mobilità di cui al capo III del titolo II del decreto legislativo
3 febbraio 1993, n. 29, nonché, in via subordinata, con il ricorso
alle procedure di concorso di cui al medesimo decreto.
6. L'Autorità provvede alla gestione delle spese necessarie al
proprio funzionamento con un unico capitolo iscritto nello stato di previsione
della spesa della Presidenza del Consiglio dei ministri. Su proposta dell'Autorità,
il Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro
del tesoro, disciplina con apposito regolamento i criteri di gestione
e le modalità di rendicontazione.
7. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato
in lire 14.040 milioni per l'anno 1995 e in lire 13.680 milioni per l'anno
1996 e in lire 13.320 milioni a decorrere dall'anno 1997, si provvede
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini
del bilancio triennale 1995-1997, al capitolo 6856 dello stato di previsione
del Ministero del tesoro per l'anno 1995, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al Ministero dei lavori pubblici. Il Ministro
del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.
7 bis. L'Autorità provvede alla definizione delle risorse necessarie
per le sezioni regionali dell'Osservatorio, nei limiti delle proprie disponibilità
di bilancio. torna
all'inizio
Art.
6
(Modifica dell'organizzazione e delle competenze del Consiglio superiore
dei lavori pubblici) 1. E' garantita la piena autonomia funzionale
ed organizzativa, nonché l'indipendenza di giudizio e di valutazione
del Consiglio superiore dei lavori pubblici quale massimo organo tecnico
consultivo dello Stato.
2. L'articolo 8 della legge 18 ottobre 1942, n. 1460, è sostituito
dal seguente:
"Art. 8. - 1. Il Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici
è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dei
lavori pubblici, fra personalità di riconosciuta competenza tecnica
in materia di lavori pubblici, interne o esterne alle pubbliche amministrazioni.
Le funzioni di Presidente di sezione sono attribuite con decreto del Ministro
dei lavori pubblici, su proposta del Presidente del Consiglio superiore
dei lavori pubblici".
3. Nell'esercizio del potere di organizzazione ai sensi dell'articolo
1, terzo comma, della legge 20 aprile 1952, n. 524, sono altresì
garantiti:
a) l'assolvimento dell'attività consultiva richiesta dall'Autorità;
b) b) l'assolvimento dell'attività di consulenza tecnica;
c) c) la possibilità di far fronte alle richieste di consulenza
avanzate dalle pubbliche amministrazioni.
4. Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro
dei lavori pubblici, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri,
da emanarsi entro il 1° gennaio 1996 si provvede ad attribuire al
Consiglio superiore dei lavori pubblici, su materie identiche o affini
a quelle già di competenza del Consiglio medesimo, poteri consultivi
i quali, con disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore della
presente legge, siano stati affidati ad altri organi istituiti presso
altre amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo. Con
il medesimo decreto si provvede ad integrare la rappresentanza delle diverse
amministrazioni dello Stato nell'ambito del Consiglio superiore dei lavori
pubblici, nonché ad integrare analogamente la composizione dei
comitati tecnici amministrativi. Sono fatte salve le competenze del Consiglio
nazionale per i beni culturali e ambientali.
5. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici esprime parere obbligatorio
sui progetti definitivi di lavori pubblici di competenza statale, o comunque
finanziati per almeno il 50 per cento dallo Stato, di importo superiore
ai 25 milioni di Ecu, nonché parere sui progetti delle altre pubbliche
amministrazioni, sempre superiori a tale importo, ove esse ne facciano
richiesta. Per i lavori pubblici di importo inferiore a 25 milioni di
Ecu, le competenze del Consiglio superiore sono esercitate dai Comitati
tecnici amministrativi presso i Provveditorati regionali alle opere pubbliche,
la cui composizione viene parimenti modificata secondo quanto previsto
al comma 4. Qualora il lavoro pubblico di importo inferiore a 25 milioni
di Ecu, presenti elementi di particolare rilevanza e complessità,
il Provveditore sottopone il progetto, con motivata relazione illustrativa,
al parere del Consiglio superiore.
5-bis. Le adunanze delle Sezioni e dell'Assemblea generale del Consiglio
superiore dei lavori pubblici sono valide con la presenza di un terzo
dei componenti ed i pareri sono validi quando siano deliberati con il
voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti all'adunanza.
5-ter. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici esprime il parere entro
quarantacinque giorni dalla trasmissione del progetto. Decorso tale termine,
il parere si intende espresso in senso favorevole. torna
all'inizio
Art.
7
(Misure per l'adeguamento della funzionalità della pubblica amministrazione)
1. I soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a), nominano, ai
sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, un
responsabile unico del procedimento di attuazione di ogni singolo intervento
previsto dal programma triennale dei lavori pubblici, per le fasi della
progettazione, dell'affidamento e dell'esecuzione.
2. Il regolamento determina l'importo massimo e la tipologia dei lavori
per i quali il responsabile del procedimento può coincidere con
il progettista o con il direttore dei lavori. Fino alla data di entrata
in vigore del regolamento tale facoltà può essere esercitata
per lavori di qualsiasi importo o tipologia. L'Amministrazione della difesa,
in considerazione della struttura gerarchica dei propri organi tecnici,
in luogo di un unico responsabile del procedimento può nominare
un responsabile del procedimento per ogni singola fase di svolgimento
del processo attuativo: progettazione, affidamento ed esecuzione.
3. Il responsabile del procedimento formula proposte e fornisce dati e
informazioni ai fini della predisposizione del programma triennale dei
lavori pubblici e dei relativi aggiornamenti annuali; assicura, in ciascuna
fase di attuazione degli interventi, il controllo sui livelli di prestazione,
di qualità e di prezzo determinati in coerenza alla copertura finanziaria
ed ai tempi di realizzazione del programma oltreché al corretto
e razionale svolgimento delle procedure; segnala altresì eventuali
disfunzioni, impedimenti o ritardi nell'attuazione degli interventi e
accerta la libera disponibilità delle aree e degli immobili necessari,
fornisce all'amministrazione i dati e le informazioni relativi alle principali
fasi di svolgimento del processo attuativo necessari per l'attività
di coordinamento, di indirizzo e di controllo di sua competenza.
4. Il regolamento disciplina le ulteriori funzioni del responsabile del
procedimento, coordinando con esse i compiti, le funzioni e le responsabilità
del direttore dei lavori e dei coordinatori in materia di salute e di
sicurezza durante la progettazione e durante l'esecuzione dei lavori,
previsti dal decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, e successive
modificazioni. Restano ferme, fino alla data di entrata in vigore del
predetto regolamento, le responsabilità dell'ingegnere capo e del
direttore dei lavori come definite dalla normativa vigente.
5. Il responsabile del procedimento deve essere un tecnico. Qualora l'organico
dei soggetti di cui al comma 1 presenti carenze accertate o non consenta
il reperimento delle adeguate competenze professionali in relazione alle
caratteristiche dell'intervento secondo quanto attestato dal dirigente
competente alla formazione e allo svolgimento del programma, i compiti
di supporto all'attività del responsabile del procedimento possono
essere affidati con le procedure e le modalità previste dal decreto
legislativo 17 marzo 1995, n. 157, a professionisti singoli o associati
nelle forme di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1815, e successive
modificazioni, o alle società di cui all'articolo 17, comma 1,
lettere e) ed f), aventi le necessarie competenze specifiche di carattere
tecnico, economico-finanziario, amministrativo, organizzativo e legale
e che abbiano stipulato a proprio carico adeguata polizza assicurativa
a copertura dei rischi di natura professionale.
6. Qualora si renda necessaria l'azione integrata e coordinata di diverse
amministrazioni statali, regionali o locali, l'amministrazione aggiudicatrice,
su proposta del responsabile unico del procedimento, può promuovere
la conclusione di un accordo di programma ai sensi dell'articolo 27 della
legge 8 giugno 1990, n. 142 (ora articolo 34 del decreto legislativo n.
267 del 2000), e successive modificazioni.
7. Per l'acquisizione di intese, pareri, concessioni, autorizzazioni,
licenze, nulla osta e assensi, comunque denominati, al fine dell'esecuzione
di lavori pubblici, l'amministrazione aggiudicatrice, su proposta del
responsabile unico del procedimento, convoca una conferenza di servizi
ai sensi dell'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
modificazioni. Alle amministrazioni interessate deve essere comunicato,
a cura del responsabile unico del procedimento, il progetto di cui al
comma 8 del presente articolo almeno trenta giorni prima della data di
convocazione della conferenza o dell'accordo di programma. In caso di
affidamento di concessione di lavori pubblici di cui all'articolo 19,
comma 2, la conferenza di servizi è convocata dal concedente anche
nell'interesse del concessionario.
8. In sede di conferenza di servizi le amministrazioni si esprimono sul
progetto definitivo successivamente alla pronuncia da parte dell'amministrazione
competente in ordine alla valutazione d'impatto ambientale, ove richiesta
dalla normativa vigente, da rendere nel termine di novanta giorni dalla
richiesta, o nel più breve termine idoneo a consentire l'utilizzazione
degli eventuali cofinanziamenti comunitari entro la scadenza per essi
prevista. Trascorsi i termini di cui al primo periodo del presente comma,
la stessa amministrazione è tenuta ad esprimersi in sede di conferenza
di servizi. La conferenza di servizi può esprimersi anche sul progetto
preliminare al fine di concordare quali siano le condizioni per ottenere,
in sede di presentazione del progetto definitivo, le intese, i pareri,
le concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i nulla osta e gli assensi
di cui alle vigenti norme.
9. Il regolamento e le leggi regionali prevedono le forme di pubblicità
dei lavori della conferenza di servizi, nonché degli atti da cui
risultano le determinazioni assunte da ciascuna amministrazione interessata.
10. In sede di conferenza di servizi possono essere richiesti ai progettisti,
se necessario, chiarimenti e documentazione.
11. Le amministrazioni interessate si esprimono nella conferenza di servizi
nel rispetto delle norme ordinamentali sulla formazione della loro volontà
e sono rappresentate da soggetti che dispongono, per delega ricevuta dall'organo
istituzionalmente competente, dei poteri spettanti alla sfera dell'amministrazione
rappresentata in relazione all'oggetto del procedimento.
12. Qualora alla conferenza di servizi il rappresentante di un'amministrazione
invitata sia risultato assente o comunque non dotato di adeguato potere
di rappresentanza, la conferenza è riconvocata per una sola volta,
tra il decimo ed il quindicesimo giorno dalla prima convocazione, e decide
prescindendo dalla presenza della totalità delle amministrazioni
invitate e dalla adeguatezza dei poteri di rappresentanza dei soggetti
intervenuti.
13. Il dissenso manifestato in sede di conferenza di servizi deve essere
motivato e recare, a pena di inammissibilità, le specifiche indicazioni
delle modifiche progettuali necessarie ai fini dell'assenso.
14. Le regioni a statuto ordinario provvedono a disciplinare la conferenza
di servizi, in armonia con i princìpi di cui al presente articolo,
per gli interventi di competenza regionale e locale.
15. Il termine per il controllo di legittimità sugli atti da parte
delle Ragionerie centrali dello Stato è fissato in trenta giorni
e può essere interrotto per non più di due volte, per un
massimo di dieci giorni, per la richiesta di chiarimenti all'amministrazione.
Resta fermo il disposto di cui al comma 6 dell'articolo 11 del decreto
del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367. torna
all'inizio
Art.
8
(Qualificazione)
1. Al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo
1, comma 1, i soggetti esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici
devono essere qualificati ed improntare la loro attività ai princìpi
della qualità, della professionalità e della correttezza.
Allo stesso fine i prodotti, i processi, i servizi e i sistemi di qualità
aziendali impiegati dai medesimi soggetti sono sottoposti a certificazione,
ai sensi della normativa vigente.
2. Con apposito regolamento, da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma
2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dei lavori
pubblici, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato e con il Ministro per i beni culturali e ambientali,
sentito il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, previo parere
delle competenti Commissioni parlamentari, è istituito, tenendo
conto della normativa vigente in materia, un sistema di qualificazione,
unico per tutti gli esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici di
cui all'articolo 2, comma 1, di importo superiore a 150.000 euro, articolato
in rapporto alle tipologie ed all'importo dei lavori stessi.
3. Il sistema di qualificazione è attuato da organismi di diritto
privato di attestazione, appositamente autorizzati dall'Autorità
di cui all'articolo 4, sentita un'apposita commissione consultiva istituita
presso l'Autorità medesima. Alle spese di finanziamento della commissione
consultiva si provvede a carico del bilancio dell'Autorità, nei
limiti delle risorse disponibili. Agli organismi di attestazione è
demandato il compito di attestare l'esistenza nei soggetti qualificati
di:
a) certificazione di sistema di qualità conforme alle norme europee
della serie UNI EN ISO 9000 e alla vigente normativa nazionale, rilasciata
da soggetti accreditati ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI
EN 45000;
b) dichiarazione della presenza di elementi significativi e tra loro correlati
del sistema di qualità rilasciata dai soggetti di cui alla lettera
a);
c) requisiti di ordine generale nonché tecnico-organizzativi ed
economico-finanziari conformi alle disposizioni comunitarie in materia
di qualificazione.
4. Il regolamento di cui al comma 2 definisce in particolare:
a) il numero e le modalità di nomina dei componenti la commissione
consultiva di cui al comma 3, che deve essere composta da rappresentanti
delle amministrazioni interessate dello Stato, anche ad ordinamento autonomo,
della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome,
delle organizzazioni imprenditoriali firmatarie di contratti collettivi
nazionali di lavoro di settore e degli organismi di rappresentanza dei
lavoratori interessati;
b) le modalità e i criteri di autorizzazione e di eventuale revoca
nei confronti degli organismi di attestazione, nonché i requisiti
soggettivi, organizzativi, finanziari e tecnici che i predetti organismi
devono possedere;
c) le modalità di attestazione dell'esistenza nei soggetti qualificati
della certificazione del sistema di qualità o della dichiarazione
della presenza di elementi del sistema di qualità, di cui al comma
3, lettere a) e b), e dei requisiti di cui al comma 3, lettera c), nonché
le modalità per l'eventuale verifica annuale dei predetti requisiti
relativamente ai dati di bilancio;
d) i requisiti di ordine generale ed i requisiti tecnico-organizzativi
ed economico-finanziari di cui al comma 3, lettera c), con le relative
misure in rapporto all'entità e alla tipologia dei lavori, tenuto
conto di quanto disposto in attuazione dell'articolo 9, commi 2 e 3. Vanno
definiti, tra i suddetti requisiti, anche quelli relativi alla regolarità
contributiva e contrattuale, ivi compresi i versamenti alle casse edili;
e) la facoltà ed il successivo obbligo per le stazioni appaltanti,
graduati in un periodo non superiore a cinque anni ed in rapporto alla
tipologia dei lavori nonché agli oggetti dei contratti, di richiedere
il possesso della certificazione del sistema di qualità o della
dichiarazione della presenza di elementi del sistema di qualità
di cui al comma 3, lettere a) e b). La facoltà ed il successivo
obbligo per le stazioni appaltanti di richiedere la certificazione di
qualità non potranno comunque essere previsti per lavori di importo
inferiore a 500.000 ECU;
f) i criteri per la determinazione delle tariffe applicabili all'attività
di qualificazione;
g) le modalità di verifica della qualificazione. Fatto salvo quanto
specificatamente previsto con riferimento alla qualificazione relativa
alla categoria dei lavori di restauro e manutenzione di beni mobili e
delle superfici decorate di beni architettonici sottoposte alle disposizioni
di tutela del citato testo unico delle disposizioni legislative in materia
di beni culturali e ambientali, di cui al decreto legislativo 29 ottobre
1999, n. 490, ottenute antecedentemente alla data di entrata in vigore
del regolamento di cui al comma 11-sexies ovvero nelle more dell'efficacia
dello stesso, la durata dell'efficacia della qualificazione è di
cinque anni, con verifica entro il terzo anno del mantenimento dei requisiti
di ordine generale nonché dei requisiti di capacità strutturale
da indicare nel regolamento. La verifica di mantenimento sarà tariffata
proporzionalmente alla tariffa di attestazione in misura non superiore
ai 3/5 della stessa. La durata dell'efficacia della qualificazione relativa
alla categoria dei lavori di restauro e manutenzione di beni mobili e
delle superfici decorate di beni architettonici sottoposte alle disposizioni
di tutela di cui al citato testo unico ottenuta antecedentemente alla
data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 11-sexies ovvero
nelle more dell'efficacia dello stesso, è di tre anni, fatta salva
la verifica in ordine al possesso dei requisiti di ordine generale e dei
requisiti di ordine speciale individuati dal suddetto regolamento;
h) la formazione di elenchi, su base regionale, dei soggetti che hanno
conseguito la qualificazione di cui al comma 3; tali elenchi sono redatti
e conservati presso l'Autorità, che ne assicura la pubblicità
per il tramite dell'Osservatorio dei lavori pubblici di cui all'articolo
4.
5. abrogato
6. Il regolamento di cui al comma 2 disciplina le modalità dell'esercizio,
da parte dell'Ispettorato generale per l'Albo nazionale dei costruttori
e per i contratti di cui al sesto comma dell'articolo 6, della legge 10
febbraio 1962, n. 57, delle competenze già attribuite al predetto
ufficio e non soppresse ai sensi del presente articolo.
7. Fino al 31 dicembre 1999, il Comitato centrale dell'Albo nazionale
dei costruttori dispone la sospensione da 3 a 6 mesi dalla partecipazione
alle procedure di affidamento di lavori pubblici nei casi previsti dall'articolo
24, primo comma, della direttiva 93/37/CEE del Consiglio del 14 giugno
1993. Resta fermo quanto previsto dalla vigente disciplina antimafia ed
in materia di misure di prevenzione. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni
di cui al primo periodo, sono abrogate le norme incompatibili relativa
alla sospensione e alla cancellazione dall'Albo di cui alla legge 10 febbraio
1962, n. 57, e sono inefficaci i procedimenti iniziati in base alla normativa
previgente. A decorrere dal 1° gennaio 2000 all'esclusione dalla partecipazione
alle procedure di affidamento di lavori pubblici provvedono direttamente
le stazioni appaltanti, sulla base dei medesimi criteri.
8. A decorrere dal 1 gennaio 2000, i lavori pubblici possono essere eseguiti
esclusivamente da soggetti qualificati ai sensi dei commi 2 e 3 del presente
articolo, e non esclusi ai sensi del comma 7 del presente articolo. Con
effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge, è
vietata, per l'affidamento di lavori pubblici, l'utilizzazione degli albi
speciali o di fiducia predisposti dai soggetti di cui all'articolo 2.
9. A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui
al comma 2 e sino al 31 dicembre 1999 l'esistenza dei requisiti di cui
alla lettera c) del comma 3 è accertata in base al certificato
di iscrizione all'Albo nazionale dei costruttori per le imprese nazionali
o, per le imprese dei Paesi appartenenti alla Comunità europea,
in base alla certificazione, prodotta secondo le normative vigenti nei
rispettivi Paesi, del possesso dei requisiti prescritti per la partecipazione
delle imprese italiane alle gare.
10. A decorrere dal 1 gennaio 2000, è abrogata la legge 10 febbraio
1962, n. 57. Restano ferme le disposizioni di cui alla legge 19 marzo
1990, n. 55, e successive modificazioni.
11. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al
comma 3 dell'articolo 9 e fino al 31 dicembre 1999, ai fini della partecipazione
alle procedure di affidamento e di aggiudicazione dei lavori pubblici
di cui alla presente legge, l'iscrizione all'Albo nazionale dei costruttori
avviene ai sensi della legge 10 febbraio 1962, n. 57, e successive modificazioni
e integrazioni, e della legge 15 novembre 1986, n. 768, e sulla base dei
requisiti di iscrizione come rideterminati ai sensi del medesimo comma
3 dell'articolo 9.
11-bis. Le imprese dei Paesi appartenenti all'Unione europea partecipano
alle procedure per l'affidamento di appalti di lavori pubblici in base
alla documentazione, prodotta secondo le normative vigenti nei rispettivi
Paesi, del possesso di tutti i requisiti prescritti per la partecipazione
delle imprese italiane alle gare.
11-ter. Il regolamento di cui all'articolo 3, comma 2, stabilisce gli
specifici requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi che devono
possedere i candidati ad una concessione di lavori pubblici che non intendano
eseguire i lavori con la propria organizzazione di impresa. Fino alla
data di entrata in vigore del suddetto regolamento i requisiti e le relative
misure sono stabiliti dalle amministrazioni aggiudicatrici.
11-quater. Le imprese alle quali venga rilasciata da organismi accreditati,
ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000, la certificazione
di sistema di qualità conforme alle norme europee della serie UNI
EN ISO 9000, ovvero la dichiarazione della presenza di elementi significativi
e tra loro correlati di tale sistema, usufruiscono dei seguenti benefici:
a) la cauzione e la garanzia fidejussoria previste, rispettivamente, dal
comma 1 e dal comma 2 dell'articolo 30 della presente legge, sono ridotte,
per le imprese certificate, del 50 per cento;
b) nei casi di appalto concorso le stazioni appaltanti prendono in considerazione
la certificazione del sistema di qualità, ovvero la dichiarazione
della presenza di elementi significativi e tra loro correlati di tale
sistema, in aggiunta agli elementi variabili di cui al comma 2 dell'articolo
21 della presente legge.
11-quinquies. Il regolamento di cui al comma 2 stabilisce quali requisiti
di ordine generale, organizzativo e tecnico debbano possedere le imprese
per essere affidatarie di lavori pubblici di importo inferiore a 150.000
ECU.
11-sexies. Per le attività di restauro e manutenzione dei beni
mobili e delle superfici decorate di beni architettonici, il Ministro
per i beni culturali e ambientali, sentito il Ministro dei lavori pubblici,
provvede a stabilire i requisiti di qualificazione dei soggetti esecutori
dei lavori. È facoltà dei soggetti di cui all'articolo 2,
comma 2, individuare, quale ulteriore requisito dei soggetti esecutori
dei lavori di cui al presente comma, l'avvenuta esecuzione di lavori nello
specifico settore cui si riferisce l'intervento. Ai fini della comprova
del requisito relativo all'esecuzione di lavori nello specifico settore
cui si riferisce l'intervento, potranno essere utilizzati unicamente i
lavori direttamente ed effettivamente realizzati dal soggetto esecutore,
anche per effetto di cottimi e subaffidamenti.
11-septies. Nel caso di forniture e servizi, i lavori, ancorché
accessori e di rilievo economico inferiore al 50 per cento, devono essere
eseguiti esclusivamente da soggetti qualificati ai sensi del presente
articolo. torna
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Art.
9
(Norme in materia di partecipazione alle gare) 1. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 8, fino al 31 dicembre
1999 la partecipazione alle procedure di affidamento dei lavori pubblici
è altresì ammessa in base alle norme di cui alla legge 10
febbraio 1962, n. 57, e successive modificazioni e integrazioni, e al
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 gennaio 1991, n.
55, come integrato dalle disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo.
2. Le disposizioni di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 10 gennaio 1991, n. 55, sono integrate con decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge
19 marzo 1990, n. 55, per quanto attiene al periodo di riferimento nonché
alla determinazione dei parametri e dei coefficienti, differenziati per
importo dei lavori, relativi ai requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi
che i concorrenti debbono possedere per la partecipazione alle procedure
di affidamento di lavori pubblici.
3. Il Ministro dei lavori pubblici, con proprio decreto da emanarsi entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito
il comitato centrale per l'Albo nazionale dei costruttori, articola l'attuale
sistema di categorie in opere specializzate e le ridetermina adeguandole
ai criteri di cui al comma 2. Il predetto decreto reca inoltre disposizioni
in ordine ad un più stretto riferimento tra iscrizione ad una categoria
e specifica capacità tecnico-operativa, da individuarsi sulla base
della idoneità tecnica, dell'attrezzatura tecnica, della manodopera
impiegata e della capacità finanziaria ed imprenditoriale.
4. Con il decreto di cui al comma 3, è istituita una apposita categoria
per le attività di scavo archeologico, restauro e manutenzione
dei beni sottoposti a tutela ai sensi della legge 1° giugno 1939,
n. 1089 e successive modificazioni. (ora Titolo I del decreto legislativo
n. 490 del 1999)
4-bis. Per le iscrizioni di competenza del Comitato centrale dell'Albo
nazionale dei costruttori non è richiesto il parere consultivo
del comitato regionale. torna
all'inizio
Art.
10
(Soggetti ammessi alle gare) 1. Sono ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei
lavori pubblici i seguenti soggetti:
a) le imprese individuali, anche artigiane, le società commerciali,
le società cooperative, secondo le disposizioni di cui agli articoli
8 e 9;
b) i consorzi fra società cooperative di produzione e lavoro costituiti
a norma della legge 25 giugno 1909, n. 422, e successive modificazioni,
e i consorzi tra imprese artigiane di cui alla legge 8 agosto 1985, n.
443, sulla base delle disposizioni di cui agli articoli 8 e 9 della presente
legge;
c) i consorzi stabili costituiti anche in forma di società consortili
ai sensi dell'articolo 2615-ter del codice civile, tra imprese individuali,
anche artigiane, società commerciali, società cooperative
di produzione e lavoro, secondo le disposizioni di cui all'articolo 12
della presente legge;
d) le associazioni temporanee di concorrenti, costituite dai soggetti
di cui alle lettere a), b) e c), i quali, prima della presentazione dell'offerta,
abbiano conferito mandato collettivo speciale con rappresentanza ad uno
di essi, qualificato capogruppo, il quale esprime l'offerta in nome e
per conto proprio e dei mandanti; si applicano al riguardo le disposizioni
di cui all'articolo 13;
e) i consorzi di concorrenti di cui all'articolo 2602 del codice civile,
costituiti tra i soggetti di cui alle lettere a), b) e c) del presente
comma anche in forma di società ai sensi dell'articolo 2615-ter
del codice civile; si applicano al riguardo le disposizioni di cui all'articolo
13 della presente legge;
e-bis) I soggetti che abbiano stipulato il contratto di gruppo europeo
di interesse economico (GEIE), ai sensi del decreto legislativo 23 luglio
1991, n. 240; si applicano al riguardo le disposizioni di cui all'articolo
13 della presente legge.
1-bis. Non possono partecipare alla medesima gara imprese che si trovino
fra di loro in una delle situazioni di controllo di cui all'articolo 2359
del codice civile.
1-ter. I soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, possono prevedere nel
bando la facoltà, in caso di fallimento o di risoluzione del contratto
per grave inadempimento dell'originario appaltatore, di interpellare il
secondo classificato al fine di stipulare un nuovo contratto per il completamento
dei lavori alle medesime condizioni economiche già proposte in
sede di offerta. I soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, in caso di
fallimento del secondo classificato, possono interpellare il terzo classificato
e, in tal caso, il nuovo contratto è stipulato alle condizioni
economiche offerte dal secondo classificato.
1-quater. I soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, prima di procedere
all'apertura delle buste delle offerte presentate, richiedono ad un numero
di offerenti non inferiore al 10 per cento delle offerte presentate, arrotondato
all'unità superiore, scelti con sorteggio pubblico, di comprovare,
entro dieci giorni dalla data della richiesta medesima, il possesso dei
requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa,
eventualmente richiesti nel bando di gara, presentando la documentazione
indicata in detto bando o nella lettera di invito. Quando tale prova non
sia fornita, ovvero non confermi le dichiarazioni contenute nella domanda
di partecipazione o nell'offerta, i soggetti aggiudicatori procedono all'esclusione
del concorrente dalla gara, alla escussione della relativa cauzione provvisoria
e alla segnalazione del fatto all'Autorità per i provvedimenti
di cui all'articolo 4, comma 7, nonché per l'applicazione delle
misure sanzionatorie di cui all'articolo 8, comma 7. La suddetta richiesta
è, altresì, inoltrata, entro dieci giorni dalla conclusione
delle operazioni di gara, anche all'aggiudicatario e al concorrente che
segue in graduatoria, qualora gli stessi non siano compresi fra i concorrenti
sorteggiati, e nel caso in cui essi non forniscano la prova o non confermino
le loro dichiarazioni si applicano le suddette sanzioni e si procede alla
determinazione della nuova soglia di anomalia dell'offerta ed alla conseguente
eventuale nuova aggiudicazione. torna
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Art.
11.
(Requisiti per la partecipazione dei consorzi alle gare) 1. I requisiti di idoneità tecnica e finanziaria per l'ammissione
alle procedure di affidamento dei lavori ai soggetti di cui all'articolo
10, comma 1, lettere b) e c), devono essere posseduti e comprovati dagli
stessi secondo quanto previsto dal decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 10 gennaio 1991, n. 55, o dal regolamento di cui all'articolo
8, comma 2, della presente legge, salvo che per i requisiti relativi alla
disponibilità delle attrezzature e dei mezzi d'opera, nonché
all'organico medio annuo, che sono computati cumulativamente in capo al
consorzio ancorché posseduti dalle singole imprese consorziate. torna
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Art.
12.
(Consorzi stabili) 1. Si intendono per consorzi stabili quelli, in possesso, a norma
dell'articolo 11, dei requisiti previsti dagli articoli 8 e 9 formati
da non meno di tre consorziati che, con decisione assunta dai rispettivi
organi deliberativi, abbiano stabilito di operare in modo congiunto nel
settore dei lavori pubblici, per un periodo di tempo non inferiore a cinque
anni, istituendo a tal fine una comune struttura di impresa.
2. Il regolamento detta le norme per l'iscrizione fino al 31 dicembre
1999 dei consorzi stabili all'Albo nazionale dei costruttori. Il medesimo
regolamento stabilisce altresì le condizioni ed i limiti alla facoltà
del consorzio di eseguire i lavori anche tramite affidamento ai consorziati,
fatta salva la responsabilità solidale degli stessi nei confronti
del soggetto appaltante o concedente; stabilisce inoltre i criteri di
attribuzione ai consorziati dei requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi
maturati a favore del consorzio in caso di scioglimento dello stesso,
purché ciò avvenga non oltre sei anni dalla data di costituzione.
3. Il regolamento di cui all'articolo 8, comma 2, detta le norme per l'applicazione
del sistema di qualificazione di cui al medesimo articolo 8 ai consorzi
stabili e ai partecipanti ai consorzi medesimi.
4. Ai consorzi stabili si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni
di cui al capo II del titolo X del libro quinto del codice civile, nonché
l'articolo 18 della legge 19 marzo 1990, n. 55, come modificato dall'articolo
34 della presente legge.
5. È vietata la partecipazione alla medesima procedura di affidamento
dei lavori pubblici del consorzio stabile e dei consorziati. In caso di
inosservanza di tale divieto si applica l'articolo 353 del codice penale.
È vietata la partecipazione a più di un consorzio stabile.
6. Tutti gli atti relativi ai consorzi di cui al comma 1, previsti all'articolo
4 della parte I della tariffa allegata al testo unico delle disposizioni
concernenti l'imposta di registro, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e successive modificazioni, sono
soggetti alle imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa.
Non è dovuta la tassa sulle concessioni governative posta a carico
delle società ai sensi dell'articolo 3, commi 18 e 19, del decreto-legge
19 dicembre 1984, n. 853, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
febbraio 1985, n. 17, e successive modificazioni.
7. Le plusvalenze derivanti da conferimenti di beni effettuati negli enti
di cui al comma 1 non sono soggette alle imposte sui redditi.
8. I benefici di cui ai commi 6 e 7 si applicano fino al 31 dicembre 1997.
8-bis. Ai fini della partecipazione del consorzio stabile alle gare per
l'affidamento di lavori, la somma delle cifre d'affari in lavori realizzate
da ciascuna impresa consorziata, nel quinquennio antecedente la data di
pubblicazione del bando di gara, è incrementata di una percentuale
della somma stessa. Tale percentuale è pari al 20 per cento nel
primo anno; al 15 per cento nel secondo anno; al 10 per cento nel terzo
anno fino al compimento del quinquennio.
8-ter. Il consorzio stabile si qualifica sulla base delle qualificazioni
possedute dalle singole imprese consorziate. La qualificazione è
acquisita con riferimento ad una determinata categoria di opera generale
o specializzata per la classifica corrispondente alla somma di quelle
possedute dalle imprese consorziate. Per la qualificazione alla classifica
di importo illimitato, è in ogni caso necessario che almeno una
tra le imprese consorziate già possieda tale qualificazione ovvero
che tra le imprese consorziate ve ne sia almeno una con qualificazione
per classifica VII ed almeno due con classifica V o superiore, ovvero
che tra le imprese consorziate ve ne siano almeno tre con qualificazione
per classifica VI. Per la qualificazione per prestazioni di progettazione
e costruzione, nonché per la fruizione dei meccanismi premiali
di cui all'articolo 8, comma 5, lettera e), è in ogni caso sufficiente
che i corrispondenti requisiti siano posseduti da almeno una delle imprese
consorziate. Qualora la somma delle classifiche delle imprese consorziate
non coincida con una delle classifiche di cui all'articolo 3 del regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n.
34, la qualificazione è acquisita nella classifica immediatamente
inferiore o in quella immediatamente superiore alla somma delle classifiche
possedute dalle imprese consorziate, a seconda che tale somma si collochi
rispettivamente al di sotto, ovvero al di sopra o alla pari della metà
dell'intervallo tra le due classifiche.
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Art.
13.
(Riunione di concorrenti) 1. La partecipazione alle procedure di affidamento delle associazioni
temporanee e dei consorzi di cui all'articolo 10, comma 1, lettere d)
ed e), è ammessa a condizione che il mandatario o il capogruppo,
nonché gli altri partecipanti, siano già in possesso dei
requisiti di qualificazione, accertati e attestati ai sensi dell'articolo
8, per la quota percentuale indicata nel regolamento di cui al medesimo
articolo 8, comma 2, per ciascuno di essi in conformità a quanto
stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 gennaio
1991, n. 55.
2. L'offerta dei concorrenti associati o dei consorziati di cui al comma
1 determina la loro responsabilità solidale nei confronti dell'Amministrazione
nonché nei confronti delle imprese subappaltanti e dei fornitori.
Per gli assuntori di lavori scorporabili la responsabilità limitata
all'esecuzione dei lavori di rispettiva competenza, ferma restando la
responsabilità solidale del mandatario o del capogruppo.
3. Per le associazioni temporanee di tipo verticale i requisiti di cui
agli articoli 8 e 9, sempre che siano frazionabili, devono essere posseduti
dal mandatario o capogruppo per i lavori della categoria prevalente e
per il relativo importo; per i lavori scorporati ciascun mandante deve
possedere i requisiti previsti per l'importo della categoria dei lavori
che intende assumere e nella misura indicata per il concorrente singolo.
I lavori riconducibili alla categoria prevalente ovvero alle categorie
scorporate possono essere assunti anche da imprese riunite in associazione
ai sensi del comma 1.
4. È fatto divieto ai concorrenti di partecipare alla gara in più
di un'associazione temporanea o consorzio di cui all'articolo 10, comma
1, lettere d) ed e) ovvero di partecipare alla gara anche in forma individuale
qualora abbia partecipato alla gara medesima in associazione o consorzio.
I consorzi di cui all'articolo 10, comma 1, lettere b) e c) , sono tenuti
ad indicare, in sede di offerta, per quali consorziati il consorzio concorre;
a questi ultimi è fatto divieto di partecipare, in qualsiasi altra
forma, alla medesima gara.
5. É consentita la presentazione di offerte da parte dei soggetti
di cui all'articolo 10, comma 1, lettere d) ed e), anche se non ancora
costituiti. In tal caso l'offerta deve essere sottoscritta da tutte le
imprese che costituiranno i raggruppamenti o i consorzi e contenere l'impegno
che, in caso di aggiudicazione della gara, le stesse imprese conferiranno
mandato collettivo speciale con rappresentanza ad una di esse, da indicare
in sede di offerta e qualificata come capogruppo, la quale stipulerà
il contratto in nome e per conto proprio e delle mandanti.
5- bis. É vietata l'associazione in partecipazione. É vietata
qualsiasi modificazione alla composizione delle associazioni temporanee
e dei consorzi di cui all'articolo 10, comma 1, lettere d) ed e) , rispetto
a quella risultante dall'impegno presentato in sede di offerta.
6. L'inosservanza dei divieti di cui al comma 5 comporta l'annullamento
dell'aggiudicazione o la nullità del contratto, nonché l'esclusione
dei concorrenti riuniti in associazione o consorzio di cui al comma 1
concomitanti o successivi alle procedure di affidamento relative ai medesimi
lavori.
7. Qualora nell'oggetto dell'appalto o della concessione rientrino, oltre
ai lavori prevalenti, opere per le quali sono necessari lavori o componenti
di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica,
quali strutture, impianti ed opere speciali, e qualora una o più
di tali opere superi altresì in valore il 15 per cento dell'importo
totale dei lavori, esse non possono essere affidate in subappalto e sono
eseguite esclusivamente dai soggetti affidatari. In tali casi, i soggetti
che non siano in grado di realizzare le predette componenti sono tenuti
a costituire, ai sensi del presente articolo, associazioni temporanee
di tipo verticale, disciplinate dal regolamento che definisce altresì
l'elenco delle opere di cui al presente comma. Per le medesime speciali
categorie di lavori, che siano indicate nel bando di gara, il subappalto,
ove consentito, non può essere artificiosamente suddiviso in più
contratti.
8. Per associazione temporanea di tipo verticale si intende una riunione
di concorrenti di cui all'articolo 10, comma 1, lettera d), nell'ambito
della quale uno di essi realizza i lavori della o delle categorie prevalenti;
per lavori scorporabili si intendono lavori non appartenenti alla o alle
categorie prevalenti e cosi definiti nel bando di gara, assumibili da
uno dei mandanti.
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Art.
14.
(Programmazione dei lavori pubblici) 1. L'attività di realizzazione dei lavori di cui alla presente
legge di singolo importo superiore a 100.000 euro si svolge sulla base
di un programma triennale e di suoi aggiornamenti annuali che i soggetti
di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a), predispongono ed approvano,
nel rispetto dei documenti programmatori, già previsti dalla normativa
vigente, e della normativa urbanistica, unitamente all'elenco dei lavori
da realizzare nell'anno stesso.
2. Il programma triennale costituisce momento attuativo di studi di fattibilità
e di identificazione e quantificazione dei propri bisogni che i soggetti
di cui al comma 1 predispongono nell'esercizio delle loro autonome competenze
e, quando esplicitamente previsto, di concerto con altri soggetti, in
conformità agli obiettivi assunti come prioritari. Gli studi individuano
i lavori strumentali al soddisfacimento dei predetti bisogni, indicano
le caratteristiche funzionali, tecniche, gestionali ed economico-finanziarie
degli stessi e contengono l'analisi dello stato di fatto di ogni intervento
nelle sue eventuali componenti storico-artistiche, architettoniche, paesaggistiche,
e nelle sue componenti di sostenibilità ambientale, socio-economiche,
amministrative e tecniche. In particolare le amministrazioni aggiudicatrici
individuano con priorità i bisogni che possono essere soddisfatti
tramite la realizzazione di lavori finanziabili con capitali privati,
in quanto suscettibili di gestione economica. Lo schema di programma triennale
e i suoi aggiornamenti annuali sono resi pubblici, prima della loro approvazione,
mediante affissione nella sede dei soggetti di cui all'articolo 2, comma
2, lettera a), per almeno sessanta giorni consecutivi.
3. Il programma triennale deve prevedere un ordine di priorità.
Nell'ambito di tale ordine sono da ritenere comunque prioritari i lavori
di manutenzione, di recupero del patrimonio esistente, di completamento
dei lavori già iniziati, i progetti esecutivi approvati, nonché
gli interventi per i quali ricorra la possibilità di finanziamento
con capitale privato maggioritario.
4. Nel programma triennale sono altresì indicati i beni immobili
pubblici che, al fine di quanto previsto all'articolo 19, comma 5-ter,
possono essere oggetto di diretta alienazione anche del solo diritto di
superficie, previo esperimento di una gara; tali beni sono classificati
e valutati anche rispetto ad eventuali caratteri di rilevanza storico-artistica,
architettonica, paesaggistica e ambientale e ne viene acquisita la documentazione
catastale e ipotecaria.
5. I soggetti di cui al comma 1 nel dare attuazione ai lavori previsti
dal programma triennale devono rispettare le priorità ivi indicate.
Sono fatti salvi gli interventi imposti da eventi imprevedibili o calamitosi,
nonché le modifiche dipendenti da sopravvenute disposizioni di
legge o regolamentari ovvero da altri atti amministrativi adottati a livello
statale o regionale.
6. L'inclusione di un lavoro nell'elenco annuale di cui al comma 1 è
subordinata, per i lavori di importo inferiore a 1.000.000 di euro, alla
previa approvazione di uno studio di fattibilità e, per i lavori
di importo pari o superiore a 1.000.000 di euro, alla previa approvazione
della progettazione preliminare, redatta ai sensi dell'articolo 16, salvo
che per i lavori di manutenzione, per i quali è sufficiente l'indicazione
degli interventi accompagnata dalla stima sommaria dei costi.
7. Un lavoro può essere inserito nell'elenco annuale, limitatamente
ad uno o più lotti, purché con riferimento all'intero lavoro
sia stata elaborata la progettazione almeno preliminare e siano state
quantificate le complessive risorse finanziarie necessarie per la realizzazione
dell'intero lavoro. In ogni caso l'amministrazione nomina, nell'ambito
del personale ad essa addetto, un soggetto idoneo a certificare la funzionalità,
fruibilità e fattibilità di ciascun lotto.
8. I progetti dei lavori degli enti locali ricompresi nell'elenco annuale
devono essere conformi agli strumenti urbanistici vigenti o adottati.
Ove gli enti locali siano sprovvisti di tali strumenti urbanistici, decorso
inutilmente un anno dal termine ultimo previsto dalla normativa vigente
per la loro adozione, e fino all'adozione medesima, gli enti stessi sono
esclusi da qualsiasi contributo o agevolazione dello Stato in materia
di lavori pubblici. Per motivate ragioni di pubblico interesse si applicano
le disposizioni dell'articolo 1, commi quarto e quinto, della legge 3
gennaio 1978, n. 1, e successive modificazioni (ora articoli 9, 10, 11
e 19 del d.P.R. n. 327 del 2001) e successive modificazioni, e dell'articolo
27, comma 5, della legge 8 giugno 1990, n. 142. (ora articolo 34 del decreto
legislativo n. 267 del 2000)
9. L'elenco annuale predisposto dalle amministrazioni aggiudicatrici deve
essere approvato unitamente al bilancio preventivo, di cui costituisce
parte integrante, e deve contenere l'indicazione dei mezzi finanziari
stanziati sullo stato di previsione o sul proprio bilancio, ovvero disponibili
in base a contributi o risorse dello Stato, delle regioni a statuto ordinario
o di altri enti pubblici, già stanziati nei rispettivi stati di
previsione o bilanci, nonché acquisibili ai sensi dell'articolo
3 del decreto-legge 31 ottobre 1990, n. 310, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 1990, n. 403, e successive modificazioni. Un lavoro
non inserito nell'elenco annuale può essere realizzato solo sulla
base di un autonomo piano finanziario che non utilizzi risorse già
previste tra i mezzi finanziari dell'amministrazione al momento della
formazione dell'elenco, fatta eccezione per le risorse resesi disponibili
a seguito di ribassi d'asta o di economie. Agli enti locali territoriali
si applicano le disposizioni previste dal decreto legislativo 25 febbraio
1995, n. 77, e successive modificazioni ed integrazioni. (ora parte seconda
del decreto legislativo n. 267 del 2000)
10. I lavori non ricompresi nell'elenco annuale o non ricadenti nelle
ipotesi di cui al comma 5, secondo periodo, non possono ricevere alcuna
forma di finanziamento da parte di pubbliche amministrazioni.
11. I soggetti di cui al comma 1 sono tenuti ad adottare il programma
triennale e gli elenchi annuali dei lavori sulla base degli schemi tipo,
che sono definiti con decreto del Ministro dei lavori pubblici. I programmi
e gli elenchi sono trasmessi all'Osservatorio dei lavori pubblici che
ne dà pubblicità, ad eccezione di quelli provenienti dal
Ministero della difesa. I programmi triennali e gli aggiornamenti annuali,
fatta eccezione per quelli predisposti dagli enti e da amministrazioni
locali e loro associazioni e consorzi, sono altresì trasmessi al
CIPE, per la verifica della loro compatibilità con i documenti
programmatori vigenti.
12. Le disposizioni di cui ai commi 1, 5 e 10 si applicano a far data
dal primo esercizio finanziario successivo alla pubblicazione del decreto
di cui al comma 11, ovvero dal secondo qualora il decreto sia emanato
nel secondo semestre dell'anno.
13. L'approvazione del progetto definitivo da parte di una amministrazione
aggiudicatrice equivale a dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità
ed urgenza dei lavori.
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Art.
15.
(Competenze dei consigli comunali e provinciali) (articolo abrogato dall'articolo 274 del decreto legislativo n.
267 del 2000) torna
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Art.
16.
(Attività di progettazione) 1. La progettazione si articola, nel rispetto dei vincoli esistenti,
preventivamente accertati, e dei limiti di spesa prestabiliti, secondo
tre livelli di successivi approfondimenti tecnici, in preliminare, definitiva
ed esecutiva, in modo di assicurare:
a) la qualità dell'opera e la rispondenza alle finalità
relative;
b) la conformità alle norme ambientali e urbanistiche;
c) il soddisfacimento dei requisiti essenziali, definiti dal quadro normativo
nazionale e comunitario;
2. Le prescrizioni relative agli elaborati descrittivi e grafici contenute
nei commi 3, 4 e 5 sono di norma necessarie per ritenere i progetti adeguatamente
sviluppati. Il responsabile del procedimento della fase di progettazione
qualora, in rapporto alla specifica tipologia ed alla dimensione dei lavori
da progettare, ritenga le prescrizioni di cui al comma 4 e 5 insufficienti
o eccessive, provvede a integrarle ovvero a modificarle.
3. Il progetto preliminare definisce le caratteristiche qualitative e
funzionali dei lavori, il quadro delle esigenze da soddisfare e delle
specifiche prestazioni da fornire e consiste in una relazione illustrativa
delle ragioni della scelta della soluzione prospettata in base alla valutazione
delle eventuali soluzioni possibili, anche con riferimento ai profili
ambientali e all'utilizzo dei materiali provenienti dalle attività
di riuso e riciclaggio, della sua fattibilità amministrativa e
tecnica, accertata attraverso le indispensabili indagini di prima approssimazione,
dei costi, da determinare in relazione ai benefici previsti, nonché
in schemi grafici per l'individuazione delle caratteristiche dimensionali,
volumetriche, tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare;
il progetto preliminare dovrà inoltre consentire l'avvio della
procedura espropriativa.
3-bis. Con riferimento ai lavori di restauro e manutenzione di beni mobili
e delle superfici decorate di beni architettonici sottoposte alle disposizioni
di tutela di cui al testo unico delle disposizioni legislative in materia
di beni culturali e ambientali, di cui al decreto legislativo 29 ottobre
1999, n. 490, il progetto preliminare dell'intervento deve ricomprendere
una scheda tecnica redatta e sottoscritta da un soggetto con qualifica
di restauratore di beni culturali ai sensi della vigente normativa e finalizzata
alla puntuale individuazione delle caratteristiche del bene vincolato
e dell'intervento da realizzare.
4. Il progetto definitivo individua compiutamente i lavori da realizzare,
nel rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi
e delle indicazioni stabilite nel progetto preliminare e contiene tutti
gli elementi necessari ai fini del rilascio delle prescritte autorizzazioni
ed approvazioni. Esso consiste in una relazione descrittiva dei criteri
utilizzati per le scelte progettuali, nonché delle caratteristiche
dei materiali prescelti e dell'inserimento delle opere sul territorio;
nello studio di impatto ambientale ove previsto in disegni generali nelle
opportune scale descrittivi delle principali caratteristiche delle opere,
delle superfici e dei volumi da realizzare, compresi quelli per l'individuazione
del tipo di fondazione; negli studi ed indagini preliminari occorrenti
con riguardo alla natura ed alle caratteristiche dell'opera; nei calcoli
preliminari delle strutture e degli impianti in una disciplinare descrittivo
degli elementi prestazionali, tecnici ed economici previsti in progetto
nonché in computo metrico estimativo. Gli studi e le indagini occorrenti
quali quelli di tipo geognostico, idrologico, sismico, agronomico, biologico,
chimico, i rilievi ed i sondaggi, sono condotti fino ad un livello tale
da consentire i calcoli preliminari delle strutture e degli impianti e
lo sviluppo del computo metrico estimativo.
5. Il progetto esecutivo, redatto in conformità al progetto definitivo,
determina in ogni dettaglio i lavori da realizzare ed il relativo costo
previsto e deve essere sviluppato ad un livello di definizione tale da
consentire che ogni elemento sia identificabile in forma, tipologia, qualità,
dimensione e prezzo. In particolare il progetto è costituito dall'insieme
delle relazioni, dei calcoli esecutivi delle strutture e degli impianti
e degli elaborati grafici nelle scale adeguate, compresi gli eventuali
particolari costruttivi, dal capitolato speciale di appalto, prestazionale
o descrittivo, dal computo metrico-estimativo e dall'elenco dei prezzi
unitari. Esso è redatto sulla base degli studi e delle indagini
compiuti nelle fasi precedenti e degli eventuali ulteriori studi ed indagini,
di dettaglio o di verifica delle ipotesi progettuali, che risultino necessari
sulla base di rilievi planoaltimetrici, di misurazioni e picchettazioni
di rilievi della rete dei servizi del sottosuolo. Il progetto esecutivo
deve essere altresì corredato da apposito piano di manutenzione
dell'opera e delle sue parti da redigersi nei termini, con le modalità,
i contenuti, i tempi e la gradualità stabiliti dal regolamento
di cui all'articolo 3.
6. In relazione alle caratteristiche e all'importanza dell'opera, il regolamento
di cui all'articolo 3, con riferimento alle categorie di lavori e alle
tipologie di intervento e tenendo presenti le esigenze di gestione e di,
manutenzione, stabilisce criteri, contenuti e momenti di verifica tecnica
dei vari livelli di progettazione.
7. Gli oneri inerenti alla progettazione, alla direzione dei lavori, alla
vigilanza e ai collaudi, nonché agli studi e alle ricerche connessi,
gli oneri relativi alla progettazione dei piani di sicurezza e di coordinamento
e dei piani generali di sicurezza quando previsti ai sensi del decreto
legislativo 14 agosto 1996, n. 494, gli oneri relativi alle prestazioni
professionali e specialistiche atte a definire gli elementi necessari
a fornire il progetto esecutivo completo in ogni dettaglio, ivi compresi
i rilievi e i costi riguardanti prove, sondaggi, analisi, collaudo di
strutture e di impianti per gli edifici esistenti, fanno carico agli stanziamenti
previsti per la realizzazione dei singoli lavori negli stati di previsione
della spesa o nei bilanci delle amministrazioni aggiudicatrici, nonché
degli altri enti aggiudicatori o realizzatori.
8. I progetti sono redatti in modo da assicurare il coordinamento della
esecuzione dei lavori, tenendo conto del contesto in cui si inseriscono,
con particolare attenzione, nel caso di interventi urbani, ai problemi
della accessibilità e della manutenzione degli impianti e dei servizi
a rete.
9. L'accesso per l'espletamento delle indagini e delle ricerche necessarie
all'attività di progettazione è autorizzato dal Sindaco
del comune in cui i lavori sono localizzati ovvero dal prefetto in caso
di opere statali.
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Art.
17
(Effettuazione delle attività di progettazione, direzione dei lavori
e accessorie) 1. Le prestazioni relative alla progettazione preliminare, definitiva
ed esecutiva nonché alla direzione dei lavori ed agli incarichi
di supporto tecnico-amministrativo alle attività del responsabile
unico del procedimento e del dirigente competente alla formazione del
programma triennale di cui all'articolo 14, sono espletate:
a) dagli uffici tecnici delle stazioni appaltanti;
b) dagli uffici consortili di progettazione e di direzione dei lavori
che i comuni, i rispettivi consorzi e unioni, le comunità montane,
le aziende unità sanitarie locali, i consorzi, gli enti di industrializzazione
e gli enti di bonifica possono costituire con le modalità di cui
agli articoli 24, 25 e 26 della legge 8 giugno 1990, n. 142, (ora articoli
30, 31 e 32 del decreto legislativo n. 267 del 2000) e successive modificazioni;
c) dagli organismi di altre pubbliche amministrazioni di cui le singole
amministrazioni aggiudicatrici possono avvalersi per legge;
d) da liberi professionisti singoli od associati nelle forme di cui alla
legge 23 novembre 1939, n. 1815, e successive modificazioni, ivi compresi,
con riferimento agli interventi inerenti al restauro e alla manutenzione
di beni mobili e delle superfici decorate di beni architettonici, i soggetti
con qualifica di restauratore di beni culturali ai sensi della vigente
normativa;
e) dalle società di professionisti di cui al comma 6, lettera a);
f) dalle società di ingegneria di cui al comma 6, lettera b);
g) da raggruppamenti temporanei costituiti dai soggetti di cui alle lettere
d), e) ed f), ai quali si applicano le disposizioni di cui all'articolo
13 in quanto compatibili;
g-bis) da consorzi stabili di società di professionisti di cui
al comma 6, lettera a) e di società di ingegneria di cui al comma
6, lettera b), anche in forma mista, formati da non meno di tre consorziati
che abbiano operato congiuntamente nel settore dei servizi d ingegneria
e architettura, per un periodo di tempo inferiore a cinque anni che abbiano
deciso di operare in modo congiunto secondo le previsioni del comma 1
dell'articolo 12 della presente legge. È vietata la partecipazione
a più di un consorzio stabile. Ai fini della partecipazione alle
gare per l'affidamento di incarichi di progettazione e attività
tecnico-amministrative ad essa connesse, il fatturato globale in servizi
di ingegneria e architettura realizzato da ciascuna società consorziata
nel quinquennio o nel decennio precedente è incrementato secondo
quanto stabilito dall'articolo 12, comma 8-bis, della presente legge;
ai consorzi stabili di società di professionisti e di società
di ingegneria si applicano altresì le disposizioni di cui ai commi
4, 5, 6 e 7 del predetto articolo 12.
2. I progetti redatti dai soggetti di cui al comma 1, lettere a), b) e
c), sono firmati da dipendenti delle amministrazioni abilitati all'esercizio
della professione. I tecnici diplomati, in assenza dell'abilitazione,
possono firmare i progetti, nei limiti previsti dagli ordinamenti professionali,
qualora siano in servizio presso l'amministrazione aggiudicatrice, ovvero
abbiano ricoperto analogo incarico presso un'altra amministrazione aggiudicatrice,
da almeno cinque anni e risultino inquadrati in un profilo professionale
tecnico ed abbiano svolto o collaborato ad attività di progettazione.
3. Il regolamento definisce i limiti e le modalità per la stipulazione
per intero, a carico delle amministrazioni aggiudicatrici, di polizze
assicurative per la copertura dei rischi di natura professionale a favore
dei dipendenti incaricati della progettazione. Nel caso di affidamento
della progettazione a soggetti esterni, la stipulazione è a carico
dei soggetti stessi.
4. La redazione del progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, nonché
lo svolgimento di attività tecnico-amministrative connesse alla
progettazione, in caso di carenza in organico di personale tecnico nelle
stazioni appaltanti, ovvero di difficoltà di rispettare i tempi
della programmazione dei lavori o di svolgere le funzioni di istituto,
ovvero in caso di lavori di speciale complessità o di rilevanza
architettonica o ambientale o in caso di necessità di predisporre
progetti integrali, così come definiti dal regolamento, che richiedono
l'apporto di una pluralità di competenze, casi che devono essere
accertati e certificati dal responsabile del procedimento, possono essere
affidati ai soggetti di cui al comma 1, lettere d), e), f) e g).
5. Il regolamento dei lavori per l'attività del Genio militare
di cui all'articolo 3, comma 7-bis, indica i soggetti abilitati alla firma
dei progetti.
6. Si intendono per:
a) società di professionisti le società costituite esclusivamente
tra professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti
professionali, nelle forme delle società di persone di cui ai capi
II, III e IV del titolo V del libro quinto del codice civile ovvero nella
forma di società cooperativa di cui al capo I del titolo VI del
libro quinto del codice civile, che eseguono studi di fattibilità,
ricerche, consulenze, progettazioni o direzioni dei lavori, valutazioni
di congruità tecnico-economica o studi di impatto ambientale. I
soci delle società agli effetti previdenziali sono assimilati ai
professionisti che svolgono l'attività in forma associata ai sensi
dell'articolo 1 della legge 23 novembre 1939, n. 1815. Ai corrispettivi
delle società si applica il contributo integrativo previsto dalle
norme che disciplinano le rispettive Casse di previdenza di categoria
cui ciascun firmatario del progetto fa riferimento in forza della iscrizione
obbligatoria al relativo albo professionale. Detto contributo dovrà
essere versato pro quota alle rispettive Casse secondo gli ordinamenti
statutari e regolamenti vigenti;
b) società di ingegneria le società di capitali di cui ai
capi V, VI e VII del titolo V del libro quinto del codice civile, che
eseguono studi di fattibilità, ricerche, consulenze, progettazioni
o direzioni dei lavori, valutazioni di congruità tecnico-economica
o studi di impatto ambientale. Ai corrispettivi relativi alle predette
attività professionali si applica il contributo integrativo qualora
previsto dalle norme legislative che regolano la Cassa di previdenza di
categoria cui ciascun firmatario del progetto fa riferimento in forza
della iscrizione obbligatoria al relativo albo professionale. Detto contributo
dovrà essere versato pro quota alle rispettive Casse secondo gli
ordinamenti statutari e regolamenti vigenti.
7. Il regolamento stabilisce i requisiti organizzativi e tecnici che devono
possedere le società di cui al comma 6 del presente articolo. Fino
all'entrata in vigore del regolamento, le società di cui al predetto
comma 6, lettera b), devono disporre di uno o più direttori tecnici,
aventi titolo professionale di ingegnere o di architetto o laureato in
una disciplina tecnica attinente alla attività prevalente svolta
dalla società, iscritti al relativo albo da almeno dieci anni con
funzioni di collaborazione alla definizione degli indirizzi strategici
della società, di collaborazione e controllo sulle prestazioni
svolte dai tecnici incaricati della progettazione, in relazione alle quali
controfirmano gli elaborati.
8. Indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto affidatario dell'incarico
di cui ai commi 4 e 14, lo stesso deve essere espletato da professionisti
iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali,
personalmente responsabili e nominativamente indicati già in sede
di presentazione dell'offerta, con la specificazione delle rispettive
qualificazioni professionali. Deve inoltre essere indicata, sempre nell'offerta,
la persona fisica incaricata dell'integrazione tra le varie prestazioni
specialistiche. Il regolamento definisce le modalità per promuovere
la presenza anche di giovani professionisti nei gruppi concorrenti ai
bandi per l'aggiudicazione. All'atto dell'affidamento dell'incarico deve
essere dimostrata la regolarità contributiva del soggetto affidatario.
9. Gli affidatari di incarichi di progettazione non possono partecipare
agli appalti o alle concessioni di lavori pubblici nonché agli
eventuali subappalti o cottimi per i quali abbiano svolto la suddetta
attività di progettazione; ai medesimi appalti, concessioni di
lavori pubblici, subappalti e cottimi non può partecipare un soggetto
controllato, controllante o collegato all'affidatario di incarichi di
progettazione. Le situazioni di controllo e di collegamento si determinano
con riferimento a quanto previsto dall'articolo 2359 del codice civile.
I divieti di cui al presente comma sono estesi ai dipendenti dell'affidatario
dell'incarico di progettazione, ai suoi collaboratori nello svolgimento
dell'incarico ed ai loro dipendenti, nonché agli affidatari di
attività di supporto alla progettazione ed ai loro dipendenti.
10. Per l'affidamento di incarichi di progettazione di importo pari o
superiore alla soglia di applicazione della disciplina comunitaria in
materia di appalti pubblici di servizi, si applicano le disposizioni di
cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, e successive modificazioni,
ovvero, per i soggetti tenuti all'applicazione del decreto legislativo
17 marzo 1995, n. 158, e successive modificazioni, le disposizioni ivi
previste.
11. Per l'affidamento di incarichi di progettazione il cui importo stimato
sia compreso tra 100.000 euro e la soglia di applicazione della disciplina
comunitaria in materia di appalti pubblici di servizi, il regolamento
disciplina le modalità di aggiudicazione che le stazioni appaltanti
devono rispettare, in alternativa alla procedura del pubblico incanto,
in modo che sia assicurata adeguata pubblicità agli stessi e siano
contemperati i princìpi generali della trasparenza e del buon andamento
con l'esigenza di garantire la proporzionalità tra le modalità
procedurali e il corrispettivo dell'incarico.
12. Per l'affidamento di incarichi di progettazione ovvero della direzione
dei lavori il cui importo stimato sia inferiore a 100.000 euro le stazioni
appaltanti per il tramite del responsabile del procedimento possono procedere
all'affidamento ai soggetti di cui al comma 1, lettere d), e), f) e g),
di loro fiducia, previa verifica dell'esperienza e della capacità
professionale degli stessi e con motivazione della scelta in relazione
al progetto da affidare.
12-bis. Le stazioni appaltanti non possono subordinare la corresponsione
dei compensi relativi allo svolgimento della progettazione e delle attività
tecnico-amministrative ad essa connesse all'ottenimento del finanziamento
dell'opera progettata. Nella convenzione stipulata fra stazione appaltante
e progettista incaricato sono previste le condizioni e le modalità
per il pagamento dei corrispettivi con riferimento a quanto previsto dagli
articoli 9 e 10 della legge 2 marzo 1949, n. 143, e successive modificazioni.
Ai fini dell'individuazione dell'importo stimato il conteggio deve ricomprendere
tutti i servizi, ivi compresa la direzione dei lavori qualora si intenda
affidarla allo stesso progettista esterno.
12-ter. Il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, determina, con proprio decreto, le tabelle
dei corrispettivi delle attività che possono essere espletate dai
soggetti di cui al comma 1 del presente articolo, tenendo conto delle
tariffe previste per le categorie professionali interessate. I corrispettivi
sono minimi inderogabili ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo unico
della legge 4 marzo 1958, n. 143, introdotto dall'articolo unico della
legge 5 maggio 1976, n. 340. Ogni patto contrario è nullo. Fino
all'emanazione del decreto continua ad applicarsi quanto previsto nel
decreto del Ministro della giustizia del 4 aprile 2001, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 96 del 26 aprile 2001. (il d.m. Giustizia 4 aprile
2001 è stato annullato da T.A.R. Lazio, sez. I, 23 luglio 2002,
n. 6552)
13. Quando la prestazione riguardi la progettazione di lavori di particolare
rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico
e conservativo, nonché tecnologico, le stazioni appaltanti valutano
in via prioritaria la opportunità di applicare la procedura del
concorso di progettazione o del concorso di idee. A tali concorsi si applicano
le disposizioni in materia di pubblicità previste dai commi 10
e 12.
14. Nel caso di affidamento di incarichi di progettazione ai sensi del
comma 4, l'attività di direzione dei lavori è affidata,
con priorità rispetto ad altri professionisti esterni, al progettista
incaricato. In tal caso il conteggio effettuato per stabilire l'importo
stimato, ai fini dell'affidamento dell'incarico di progettazione, deve
comprendere l'importo della direzione dei lavori.
14-bis. I corrispettivi delle attività di progettazione sono calcolati,
ai fini della determinazione dell'importo da porre a base dell'affidamento,
applicando le aliquote che il Ministro di grazia e giustizia, di concerto
con il Ministro dei lavori pubblici, determina, con proprio decreto, ripartendo
in tre aliquote percentuali la somma delle aliquote attualmente fissate,
per i livelli di progettazione, dalle tariffe in vigore per i medesimi
livelli. Con lo stesso decreto sono rideterminate le tabelle dei corrispettivi
a percentuale relativi alle diverse categorie di lavori, anche in relazione
ai nuovi oneri finanziari assicurativi, e la percentuale per il pagamento
dei corrispettivi per le attività di supporto di cui all'articolo
7, comma 5, nonché le attività del responsabile di progetto
e le attività dei coordinatori in materia di sicurezza introdotti
dal decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494.
14-ter. Fino all'emanazione del decreto di cui al comma 14-bis, continuano
ad applicarsi le tariffe professionali in vigore. Per la progettazione
preliminare si applica l'aliquota fissata per il progetto di massima e
per il preventivo sommario; per la progettazione definitiva si applica
l'aliquota fissata per il progetto esecutivo; per la progettazione esecutiva
si applicano le aliquote fissate per il preventivo particolareggiato,
per i particolari costruttivi e per i capitolati e i contratti.
14-quater. I corrispettivi determinati dal decreto di cui al comma 14-bis
nonché ai sensi del comma 14-ter del presente articolo, fatto salvo
quanto previsto dal comma 12-bis dell'articolo 4 del decreto-legge 2 marzo
1989, n. 65, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 1989,
n. 155, sono minimi inderogabili ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo
unico della legge 4 marzo 1958, n. 143, introdotto dall'articolo unico
della legge 5 maggio 1976, n. 340. Ogni patto contrario è nullo.
14-quinquies. In tutti gli affidamenti di cui al presente articolo l'affidatario
non può avvalersi del subappalto, fatta eccezione per le attività
relative alle indagini geologiche, geotecniche e sismiche, a sondaggi,
a rilievi, a misurazioni e picchettazioni, alla predisposizione di elaborati
specialistici e di dettaglio, con l'esclusione delle relazioni geologiche,
nonché per la sola redazione grafica degli elaborati progettuali.
Resta comunque impregiudicata la responsabilità del progettista.
14-sexies. Le progettazioni definitiva ed esecutiva sono di norma affidate
al medesimo soggetto, pubblico o privato, salvo che in senso contrario
sussistano particolari ragioni, accertate dal responsabile del procedimento.
In tal caso occorre l'accettazione, da parte del nuovo progettista, dell'attività
progettuale precedentemente svolta. L'affidamento può ricomprendere
entrambi i livelli di progettazione, fermo restando che l'avvio di quello
esecutivo resta sospensivamente condizionato alla determinazione delle
stazioni appaltanti sulla progettazione definitiva.
14-septies. I soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b) , operanti
nei settori di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, possono
affidare le progettazioni, nonché le connesse attività tecnico-amministrative
per lo svolgimento delle procedure per l'affidamento e la realizzazione
dei lavori di loro interesse, direttamente a società di ingegneria
di cui al comma 1, lettera f) , che siano da essi stessi controllate,
purché almeno l'ottanta per cento della cifra d'affari media realizzata
dalle predette società nella Unione europea negli ultimi tre anni
derivi dalla prestazione di servizi al soggetto da cui esse sono controllate.
Le situazioni di controllo si determinano ai sensi dell'articolo 2359
del codice civile. torna
all'inizio
Art.
18
(Incentivi e spese per la progettazione) 1. Una somma non superiore all'1,5 per cento dell'importo posto
a base di gara di un'opera o un lavoro, a valere direttamente sugli stanziamenti
di cui all'articolo 16, comma 7, è ripartita, per ogni singola
opera o lavoro, con le modalità ed i criteri previsti in sede di
contrattazione decentrata ed assunti in un regolamento adottato dall'amministrazione,
tra il responsabile unico del procedimento e gli incaricati della redazione
del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del
collaudo nonché tra i loro collaboratori. La percentuale effettiva,
nel limite massimo dell'1,5 per cento, è stabilita dal regolamento
in rapporto all'entità e alla complessità dell'opera da
realizzare. La ripartizione tiene conto delle responsabilità professionali
connesse alle specifiche prestazioni da svolgere. Le quote parti della
predetta somma corrispondenti a prestazioni che non sono svolte dai predetti
dipendenti, in quanto affidate a personale esterno all'organico dell'amministrazione
medesima, costituiscono economie. I commi quarto e quinto dell'articolo
62 del regio decreto 23 ottobre 1925, n. 2537, sono abrogati. I soggetti
di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b), possono adottare con proprio
provvedimento analoghi criteri.
2. Il trenta per cento della tariffa professionale relativa alla redazione
di un atto di pianificazione comunque denominato è ripartito, con
le modalità ed i criteri previsti nel regolamento di cui al comma
1, tra i dipendenti dell'amministrazione aggiudicatrice che lo abbiano
redatto.
2-bis. A valere sugli stanziamenti iscritti nei capitoli delle categorie
X e XI del bilancio dello Stato, le amministrazioni competenti destinano
una quota complessiva non superiore al 10 per cento del totale degli stanziamenti
stessi alle spese necessarie alla stesura dei progetti preliminari, nonché
dei progetti definitivi ed esecutivi, incluse indagini geologiche e geognostiche,
studi di impatto ambientale ed altre rilevazioni, alla stesura dei piani
di sicurezza e di coordinamento e dei piani generali di sicurezza quando
previsti ai sensi del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, e agli
studi per il finanziamento dei progetti, nonché all'aggiornamento
ed adeguamento alla normativa sopravvenuta dei progetti già esistenti
d'intervento di cui sia riscontrato il perdurare dell'interesse pubblico
alla realizzazione dell'opera. Analoghi criteri adottano per i propri
bilanci le regioni e le province autonome, qualora non vi abbiano già
provveduto, nonché i comuni e le province e i loro consorzi. Per
le opere finanziate dai comuni, province e loro consorzi e dalle regioni
attraverso il ricorso al credito, l'istituto mutuante è autorizzato
a finanziare anche quote relative alle spese di cui al presente articolo,
sia pure anticipate dall'ente mutuatario.
2-ter. I pubblici dipendenti che abbiano un rapporto di lavoro a tempo
parziale non possono espletare, nell'ambito territoriale dell'ufficio
di appartenenza, incarichi professionali per conto di pubbliche amministrazioni
di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993,
n. 29, e successive modificazioni, se non conseguenti ai rapporti d'impiego.
2-quater. É vietato l'affidamento di attività di progettazione,
direzione lavori, collaudo, indagine e attività di supporto a mezzo
di contratti a tempo determinato od altre procedure diverse da quelle
previste dalla presente legge. torna
all'inizio
Art.
19.
(Sistemi di realizzazione dei lavori pubblici) 01. I lavori pubblici di cui alla presente legge possono essere
realizzati esclusivamente mediante contratti di appalto o di concessione
di lavori pubblici, salvo quanto previsto all'articolo 24, comma 6.
1. I contratti di appalto di lavori pubblici di cui alla presente legge
sono contratti a titolo oneroso, conclusi in forma scritta tra un imprenditore
e un soggetto di cui all'articolo 2, comma 2, aventi per oggetto:
a) la sola esecuzione dei lavori pubblici di cui all'articolo 2, comma
1;
b) la progettazione esecutiva di cui all'articolo 16, comma 5, e l'esecuzione
dei lavori pubblici di cui all'articolo 2, comma 1, qualora:
1. riguardino lavori di importo inferiore a 200.000 euro;
2. riguardino lavori la cui componente impiantistica o tecnologica incida
per più del 60 per cento del valore dell'opera
3. riguardino lavori di manutenzione, restauro e scavi archeologici;
4. riguardino lavori di importo pari o superiore a 10 milioni di euro.
1-bis. Per l'affidamento dei contratti di cui al comma 1, lettera b),
la gara è indetta sulla base del progetto definitivo di cui all'articolo
16, comma 4.
1-ter. L'appaltatore che partecipa ad un appalto integrato di cui al comma
1, lettera b), deve possedere i requisiti progettuali previsti dal bando
o deve avvalersi di un progettista qualificato alla realizzazione del
progetto esecutivo individuato in sede di offerta o eventualmente associato;
il bando indica l'ammontare delle spese di progettazione esecutiva comprese
nell'importo a base di appalto ed i requisiti richiesti al progettista,
in conformità a quanto richiesto dalla normativa in materia di
gare di progettazione. L'ammontare delle spese di progettazione non è
soggetto a ribasso d'asta. L'appaltatore risponde dei ritardi e degli
oneri conseguenti alla necessità di introdurre varianti in corso
d'opera a causa di carenze del progetto esecutivo. Ai sensi e per gli
effetti dell'articolo 47, comma 1, del regolamento di cui al d.P.R. 21
dicembre 1999, n. 554, nel caso di opere di particolare pregio architettonico,
il responsabile del procedimento procede in contraddittorio con il progettista
qualificato alla realizzazione del progetto esecutivo a verificare la
conformità con il progetto definitivo, al fine di accertare l'unità
progettuale. Al contraddittorio partecipa anche il progettista titolare
dell'affidamento del progetto definitivo, che si esprime in ordine a tale
conformità.
1-quater. I lavori di restauro e manutenzione di beni mobili e delle superfici
decorate di beni architettonici sottoposte alle disposizioni di tutela
previste dal testo unico di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999,
n. 490, non sono suscettibili di affidamento congiuntamente ad altre lavorazioni
afferenti ed altre categorie di opere generali e speciali individuate
dal regolamento di cui all'articolo 3, commi 2 e 3, e dal regolamento
di cui all'articolo 8, comma 2. L'affidamento dei lavori di restauro e
manutenzione di beni mobili e delle superficie decorate di beni architettonici
comprende, di regola, l'affidamento dell'attività di progettazione
successiva a livello preliminare.
1-quinquies. Nel caso di affidamento dei lavori in assicurazione di qualità,
qualora la stazione appaltante non abbia già adottato un proprio
sistema di qualità, è fatto obbligo alla stessa di affidare,
ad idonei soggetti qualificati, secondo le procedure di cui al decreto
legislativo 17 marzo 1995, n. 157, i servizi di supporto al responsabile
del procedimento ed al direttore dei lavori, in modo da assicurare che
anche il funzionamento della stazione appaltante sia conforme ai livelli
di qualità richiesti dall'appaltatore.
2. Le concessioni di lavori pubblici sono contratti conclusi in forma
scritta fra un imprenditore ed una amministrazione aggiudicatrice, aventi
ad oggetto la progettazione definitiva, la progettazione esecutiva e l'esecuzione
dei lavori pubblici, o di pubblica utilità, e di lavori ad essi
strutturalmente e direttamente collegati, nonché la loro gestione
funzionale ed economica. La controprestazione a favore del concessionario
consiste unicamente nel diritto di gestire funzionalmente e di sfruttare
economicamente tutti i lavori realizzati. Qualora necessario il soggetto
concedente assicura al concessionario il perseguimento dell'equilibrio
economico-finanziario degli investimenti e della connessa gestione in
relazione alla qualità del servizio da prestare, anche mediante
un prezzo, stabilito in sede di gara. A titolo di prezzo, i soggetti aggiudicatori
possono cedere in proprietà o diritto di godimento beni immobili
nella propria disponibilità, o allo scopo espropriati, la cui utilizzazione
sia strumentale o connessa all'opera da affidare in concessione, nonché
beni immobili che non assolvono più a funzioni di interesse pubblico,
già indicati nel programma di cui all'articolo 14, ad esclusione
degli immobili ricompresi nel patrimonio da dismettere ai sensi del decreto-legge
25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge
23 novembre 2001, n. 410. Qualora il soggetto concedente disponga di progettazione
definitiva o esecutiva, l'oggetto della concessione, quanto alle prestazioni
progettuali, può essere circoscritto alla revisione della progettazione
e al suo completamento da parte del concessionario.
2-bis. L'amministrazione aggiudicatrice, al fine di assicurare il perseguimento
dell'equilibrio economico-finanziario degli investimenti del concessionario,
può stabilire che la concessione abbia una durata anche superiore
a trenta anni, tenendo conto del rendimento della concessione, della percentuale
del prezzo di cui al comma 2 sull'importo totale dei lavori, e dei rischi
connessi alle modifiche delle condizioni del mercato. I presupposti e
le condizioni di base che determinano l'equilibrio economico-finanziario
degli investimenti e della connessa gestione, da richiamare nelle premesse
del contratto, ne costituiscono parte integrante. Le variazioni apportate
dall'amministrazione aggiudicatrice a detti presupposti o condizioni di
base, nonché norme legislative e regolamentari che stabiliscano
nuovi meccanismi tariffari o nuove condizioni per l'esercizio delle attività
previste nella concessione, qualora determinino una modifica dell'equilibrio
del piano, comportano la sua necessaria revisione da attuare mediante
rideterminazione delle nuove condizioni di equilibrio, anche tramite la
proroga del termine di scadenza delle concessioni, ed in mancanza della
predetta revisione il concessionario può recedere dalla concessione.
Nel caso in cui le variazioni apportate o le nuove condizioni introdotte
risultino favorevoli al concessionario, la revisione del piano dovrà
essere effettuata a vantaggio del concedente. Nel caso di recesso del
concessionario si applicano le disposizioni dell'articolo 37-septies,
comma 1, lettere a) e b), e comma 2. Il contratto deve contenere il piano
economico-finanziario di copertura degli investimenti e deve prevedere
la specificazione del valore residuo al netto degli ammortamenti annuali,
nonché l'eventuale valore residuo dell'investimento non ammortizzato
al termine della concessione.
2-ter. Le amministrazioni aggiudicatrici possono affidare in concessione
opere destinate alla utilizzazione diretta della pubblica amministrazione,
in quanto funzionali alla gestione di servizi pubblici, a condizione che
resti al concessionario l'alea economico-finanziaria della gestione dell'opera.
2-quater. Il concessionario, ovvero la società di progetto di cui
all'articolo 37-quater, partecipano alla conferenza di servizi finalizzata
all'esame ed alla approvazione dei progetti di loro competenza; in ogni
caso essi non hanno diritto di voto.
3. Le amministrazioni aggiudicatrici ed i soggetti di cui all'articolo
2, comma 2, lettera b) non possono affidare a soggetti pubblici o di diritto
privato l'espletamento delle funzioni e delle attività di stazione
appaltante di lavori pubblici. Sulla base di apposito disciplinare le
amministrazioni aggiudicatrici possono tuttavia affidare le funzioni di
stazione appaltante ai Provveditorati alle opere pubbliche o alle amministrazioni
provinciali.
4. I contratti di appalto di cui alla presente legge sono stipulati a
corpo ai sensi dell'articolo 326 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato
F, ovvero a corpo e a misura ai sensi dell'articolo 329 della citata legge
n. 2248 del 1865, allegato F; salvo il caso di cui al comma 5, i contratti
di cui al comma 1, lettera b), numeri 1), 2) e 4) del presente articolo,
sono stipulati a corpo.
5. È in facoltà dei soggetti di cui all'articolo 2, comma
2, stipulare a misura, ai sensi del terzo comma dell'articolo 326 della
legge 20 marzo 1865. n. 2248, allegato F, i contratti di cui al comma
1, lettera a), di importo inferiore a 500.000 euro e i contratti di appalto
relativi a manutenzione, restauro e scavi archeologici nonché quelli
relativi alle opere in sotterraneo e quelli afferenti alle opere di consolidamento
dei terreni.
5-bis. L'esecuzione da parte dell'impresa avviene in ogni caso soltanto
dopo che la stazione appaltante ha approvato il progetto esecutivo. L'esecuzione
dei lavori può prescindere dall'avvenuta redazione e approvazione
del progetto esecutivo qualora si tratti di lavori di manutenzione o di
scavi archeologici.
5-ter. In sostituzione totale o parziale delle somme di denaro costituenti
il corrispettivo dell'appalto, il bando di gara può prevedere il
trasferimento all'appaltatore della proprietà di beni immobili
appartenenti all'amministrazione aggiudicatrice già indicati nel
programma di cui all'articolo 14 in quanto non assolvono più a
funzioni di interesse pubblico; fermo restando che detto trasferimento
avviene non appena approvato il certificato di collaudo dei lavori, il
bando di gara può prevedere un momento antecedente per l'immissione
nel possesso dell'immobile.
5-quater. La gara avviene tramite offerte che possono riguardare la sola
acquisizione dei beni, la sola esecuzione dei lavori, ovvero congiuntamente
l'esecuzione dei lavori e l'acquisizione dei beni. L'aggiudicazione avviene
in favore della migliore offerta congiunta relativa alla esecuzione dei
lavori e alla acquisizione dei beni ovvero in favore delle due migliori
offerte separate relative, rispettivamente, alla acquisizione dei beni
ed alla esecuzione dei lavori, qualora la loro combinazione risulti più
conveniente per l'amministrazione aggiudicatrice rispetto alla predetta
migliore offerta congiunta. La gara si intende deserta qualora non siano
presentate offerte per l'acquisizione del bene. Il regolamento di cui
all'articolo 3, comma 2, disciplina compiutamente le modalità per
l'effettuazione della stima degli immobili di cui al comma 5-ter nonché
le modalità di aggiudicazione. torna
all'inizio
Art.
20.
(Procedure di scelta del contraente) 1. Gli appalti di cui all'articolo 19 sono affidati mediante pubblico
incanto o licitazione privata.
2. Le concessioni di cui all'articolo 19 sono affidate mediante licitazione
privata, ponendo a base di gara un progetto almeno di livello preliminare
corredato, comunque, anche degli elaborati relativi alle preliminari essenziali
indagini geologiche, geotecniche, idrologiche e sismiche; l'offerta ha
ad oggetto gli elementi di cui all'articolo 21, comma 2, lettera b), nonché
le eventuali proposte di varianti al progetto posto a base della gara;
i lavori potranno avere inizio soltanto dopo l'approvazione del progetto
esecutivo da parte dell'amministrazione aggiudicatrice.
3. Gli appalti possono essere affidati anche attraverso appalto-concorso
o trattativa privata esclusivamente nei casi e secondo le modalità
previsti dalla presente legge.
4. L'affidamento di appalti mediante appalto-concorso è consentito
ai soggetti appaltanti, in seguito a motivata decisione, previo parere
del Consiglio superiore dei lavori pubblici per i lavori di importo pari
o superiore a 25.000.000 di euro, per speciali lavori o per la realizzazione
di opere complesse o ad elevata componente tecnologica, la cui progettazione
richieda il possesso di competenze particolari o la scelta tra soluzioni
tecniche differenziate. Lo svolgimento della gara è effettuato
sulla base di un progetto preliminare, redatto ai sensi dell'articolo
16, nonché di un capitolato prestazionale corredato dall'indicazione
delle prescrizioni, delle condizioni e dei requisiti tecnici inderogabili.
L'offerta ha ad oggetto il progetto esecutivo ed il prezzo.
torna all'inizio
Art.
21.
(Criteri di aggiudicazione - Commissioni giudicatrici) 1. L'aggiudicazione degli appalti mediante pubblico incanto o licitazione
privata è effettuata con il criterio del prezzo più basso,
inferiore a quello posto a base di gara, determinato:
a) per i contratti da stipulare a misura, mediante ribasso sull'elenco
prezzi posto a base di gara ovvero mediante offerta a prezzi unitari,
anche riferiti a sistemi o subsistemi di impianti tecnologici, ai sensi
dell'articolo 5 della legge 2 febbraio 1973, n. 14, per quanto compatibile;
(detto l'articolo è stato abrogato dall'articolo 231 del regolamento
approvato con d.P.R. n. 554 del 1999, si deve fare riferimento all'articolo
90 del predetto regolamento)
b) per i contratti da stipulare a corpo, mediante ribasso sull'importo
dei lavori posto a base di gara ovvero mediante la predetta offerta a
prezzi unitari;
c) per i contratti da stipulare a corpo e a misura, mediante la predetta
offerta a prezzi unitari.
1-bis . Nei casi di aggiudicazione di lavori di importo pari o superiore
al controvalore in euro di 5.000.000 di Dsp con il criterio del prezzo
più basso di cui al comma 1, l'amministrazione interessata deve
valutare l'anomalia delle offerte di cui all'articolo 30 della direttiva
93/37/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, relativamente a tutte le
offerte che presentino un ribasso pari o superiore alla media aritmetica
dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione del
dieci per cento, arrotondato all'unità superiore, rispettivamente
delle offerte di maggior ribasso e di quelle di minor ribasso, incrementata
dello scarto medio aritmetico dei ribassi percentuali che superano la
predetta media. Le offerte debbono essere corredate, fin dalla loro presentazione,
da giustificazioni relativamente alle voci di prezzo più significative,
indicate nel bando di gara o nella lettera d'invito, che concorrono a
formare un importo non inferiore al 75 per cento di quello posto a base
d'asta. Il bando o la lettera di invito devono precisare le modalità
di presentazione delle giustificazioni, nonché indicare quelle
eventualmente necessarie per l'ammissibilità delle offerte. Non
sono richieste giustificazioni per quegli elementi i cui valori minimi
sono rilevabili da dati ufficiali. Ove l'esame delle giustificazioni richieste
e prodotte non sia sufficiente ad escludere l'incongruità della
offerta, il concorrente è chiamato ad integrare i documenti giustificativi
ed all'esclusione potrà provvedersi solo all'esito della ulteriore
verifica, in contraddittorio. Relativamente ai soli appalti di lavori
pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria, l'amministrazione
interessata procede all'esclusione automatica dalla gara delle offerte
che presentino una percentuale di ribasso pari o superiore a quanto stabilito
ai sensi del primo periodo del presente comma. La procedura di esclusione
automatica non è esercitabile qualora il numero delle offerte valide
risulti inferiore a cinque.
1-ter. L'aggiudicazione degli appalti mediante pubblico incanto o licitazione
privata può essere effettuata con il criterio dell'offerta economicamente
più vantaggiosa, determinata in base agli elementi di cui al comma
2, lettera a), nel caso di appalti di importo superiore alla soglia comunitaria
in cui, per la prevalenza della componente tecnologica o per la particolare
rilevanza tecnica delle possibili soluzioni progettuali, si ritiene possibile
che la progettazione possa essere utilmente migliorata con integrazioni
tecniche proposte dall'appaltatore.
2. L'aggiudicazione degli appalti mediante appalto-concorso nonché
l'affidamento di concessioni mediante licitazione privata avvengono con
il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, prendendo
in considerazione i seguenti elementi variabili in relazione all'opera
da realizzare:
a) nei casi di appalto-concorso:
1) il prezzo;
2) il valore tecnico ed estetico delle opere progettate;
3) il tempo di esecuzione dei lavori;
4) il costo di utilizzazione e di manutenzione;
5) ulteriori elementi individuati in base al tipo di lavoro da realizzare;
b) in caso di licitazione privata relativamente alle concessioni:
1) il prezzo di cui all'articolo 19, comma 2;
2) il valore tecnico ed estetico dell'opera progettata;
3) il tempo di esecuzione dei lavori;
4) il rendimento;
5) la durata della concessione;
6) le modalità di gestione, il livello e i criteri di aggiornamento
delle tariffe da praticare all'utenza;
7) ulteriori elementi individuati in base al tipo di lavoro da realizzare.
3. Nei casi di cui al comma 2 il capitolato speciale d'appalto o il bando
di gara devono indicare l'ordine di importanza degli elementi di cui al
comma medesimo, attraverso metodologie definite dal regolamento e tali
da consentire di individuare con un unico parametro numerico finale l'offerta
più vantaggiosa.
4. Qualora l'aggiudicazione o l'affidamento dei lavori avvenga ai sensi
del comma 2, la valutazione è affidata ad una commissione giudicatrice
secondo le norme stabilite dal regolamento.
5. La commissione giudicatrice, nominata dall'organo competente ad effettuare
la scelta dell'aggiudicatario od affidatario dei lavori oggetto della
procedura, è composta da un numero dispari di componenti non superiore
a cinque, esperti nella specifica materia cui si riferiscono i lavori.
La commissione è presieduta da un dirigente dell'amministrazione
aggiudicatrice o dell'ente aggiudicatore. I commissari non debbono aver
svolto né possono svolgere alcuna altra funzione od incarico tecnico
od amministrativo relativamente ai lavori oggetto della procedura, e non
possono far parte di organismi che abbiano funzioni di vigilanza o di
controllo rispetto ai lavori medesimi. Coloro che nel quadriennio precedente
hanno rivestito cariche di pubblico amministratore non possono essere
nominati commissari relativamente ad appalti o concessioni aggiudicati
dalle amministrazioni presso le quali hanno prestato servizio. Non possono
essere nominati commissari coloro i quali abbiano già ricoperto
tale incarico relativamente ad appalti o concessioni affidati nel medesimo
territorio provinciale ove è affidato l'appalto o la concessione
cui l'incarico fa riferimento, se non decorsi tre anni dalla data della
precedente nomina. Sono esclusi da successivi incarichi coloro che, in
qualità di membri delle commissioni aggiudicatrici, abbiano concorso,
con dolo o colpa grave accertata in sede giurisdizionale, all'approvazione
di atti dichiarati conseguentemente illegittimi.
6. I commissari sono scelti mediante sorteggio tra gli appartenenti alle
seguenti categorie:
a) professionisti con almeno dieci anni di iscrizione nei rispettivi albi
professionali, scelti nell'ambito di rose di candidati proposte dagli
ordini professionali;
b) professori universitari di ruolo, scelti nell'ambito di rose di candidati
proposte delle facoltà di appartenenza;
c) funzionari tecnici delle amministrazioni appaltanti, scelti nell'ambito
di rose di candidati proposte dalle amministrazioni medesime.
7. La nomina dei commissari e la costituzione della commissione devono
avvenire dopo la scadenza del termine fissato ai concorrenti per la presentazione
delle offerte.
8. Le spese relative alla commissione sono inserite nel quadro economico
del progetto tra le somme a disposizione dell'amministrazione.
8-bis. L'aggiudicazione dei lavori di restauro e manutenzione di beni
mobili e delle superfici decorate di beni architettonici sottoposte alle
disposizioni di tutela previste dal dal testo unico delle disposizioni
legislative in materia di beni culturali e ambientali, di cui al decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, il cui importo stimato sia inferiore
a 5.000.000 Dsp, è disposta secondo il criterio dell'offerta economicamente
più vantaggiosa, assumendo quali elementi obbligatori di valutazione
il prezzo e l'apprezzamento dei curricula in relazione alle caratteristiche
dell'intervento individuate nella scheda tecnica di cui all'articolo 16,
comma 3-bis. In questa ipotesi, all'elemento prezzo dovrà essere
comunque attribuita una rilevanza prevalente secondo criteri predeterminati.
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Art.
22.
(Accesso alle informazioni) 1. Nell'ambito delle procedure di affidamento degli appalti o delle
concessioni di cui alla presente legge è fatto tassativo divieto
all'amministrazione aggiudicatrice o ad altro ente aggiudicatore o realizzatore,
in deroga alla normativa vigente in materia di procedimento amministrativo,
di comunicare a terzi o di rendere in qualsiasi altro modo noto:
a) l'elenco dei soggetti che hanno presentato offerte nel caso di pubblici
incanti, prima della scadenza del termine per la presentazione delle medesime;
b) l'elenco dei soggetti che hanno fatto richiesta di invito o che hanno
segnalato il loro interesse nei casi di licitazione privata, di appalto-concorso
o di gara informale che precede la trattativa privata, prima della comunicazione
ufficiale da parte del soggetto appaltante o concedente dei candidati
da invitare ovvero del soggetto individuato per l'affidamento a trattativa
privata.
2. L'inosservanza del divieto di cui al presente articolo comporta per
i pubblici ufficiali o per gli incaricati di pubblici servizi l'applicazione
dell'articolo 326 del codice penale.
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Art.
23.
(Licitazione privata e licitazione privata semplificata) 1. Alle licitazioni private per l'affidamento di lavori pubblici
di qualsiasi importo sono invitati tutti i soggetti che ne abbiano fatto
richiesta e che siano in possesso dei requisiti di qualificazione previsti
dal bando.
1- bis. Per i lavori di importo inferiore a 750.000 ECU, IVA esclusa,
i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettere a) e b) , hanno la
facoltà di invitare a presentare offerta almeno trenta concorrenti
scelti a rotazione fra quelli di cui al comma 1- ter del presente articolo
se sussistono in tale numero soggetti che siano qualificati in rapporto
ai lavori oggetto dell'appalto.
1-ter . I soggetti di cui all'articolo 10, comma 1, lettere a), b), c),
d) ed e) , interessati ad essere invitati alle gare di cui al comma 1-
bis del presente articolo, presentano apposita domanda. I soggetti di
cui all'articolo 10, comma 1, lettera a) , possono presentare un numero
massimo di trenta domande; i soggetti di cui all'articolo 10, comma 1,
lettere b), c), d) ed e), possono presentare domande in numero pari al
doppio di quello dei propri consorziati e comunque in numero compreso
fra un minimo di sessanta ed un massimo di centottanta. Si applica quanto
previsto dal comma 4 dell'articolo 13. Ogni domanda deve indicare gli
eventuali altri soggetti a cui sono state inviate le domande e deve essere
corredata da una autocertificazione, ai sensi della vigente normativa
in materia, con la quale il richiedente attesta il possesso delle qualifiche
e dei requisiti previsti dal regolamento di cui al d.P.R. 25 gennaio 2000,
n. 34, di non trovarsi in nessuna delle cause di esclusione dalle gare
d'appalto e di non aver presentato domanda in numero superiore a quanto
previsto al secondo periodo del presente comma. Le stazioni appaltanti
procedono a verifiche a campione sui soggetti concorrenti e comunque sui
soggetti aggiudicatari. La domanda presentata negli altri mesi ha validità
per l'anno finanziario corrispondente a quello della domanda stessa. In
caso di false dichiarazioni si applicano le sanzioni di cui all'articolo
8, comma 7.
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Art.
24.
(Trattativa privata) 1. L'affidamento a trattativa privata è ammesso per i soli
appalti di lavori pubblici esclusivamente nei seguenti casi:
0a) lavori di importo complessivo non superiore a 100.000 euro;
a) lavori di importo complessivo compreso tra oltre 100.000 euro e 300.000
euro, nel rispetto delle norme sulla contabilità generale dello
Stato e, in particolare, dell'articolo 41 del regio decreto 23 maggio
1924, n. 827;
b) lavori di importo complessivo superiore a 300.000 euro, nel caso di
ripristino di opere già esistenti e funzionanti, danneggiate e
rese inutilizzabili da eventi imprevedibili di natura calamitosa, qualora
motivi di imperiosa urgenza attestati dal dirigente o dal funzionario
responsabile del procedimento rendano incompatibili i termini imposti
dalle altre procedure di affidamento degli appalti;
c) appalti di importo complessivo non superiore a 300.000 euro, per lavori
di restauro e manutenzione di beni mobili e superfici architettoniche
decorate di cui alla legge 1° giugno 1939, n. 1089 (ora Titolo I del
decreto legislativo n. 490 del 1999), e successive modificazioni.
2. Gli affidamenti di appalti mediante trattativa privata sono motivati
e comunicati all'Osservatorio dal responsabile del procedimento e i relativi
atti sono posti in libera visione di chiunque lo richieda.
3. I soggetti ai quali sono affidati gli appalti a trattativa privata
devono possedere i requisiti per l'aggiudicazione di appalti di uguale
importo mediante pubblico incanto o licitazione privata.
4. Nessun lavoro può essere diviso in più affidamenti al
fine dell'applicazione del presente articolo.
5. L'affidamento di appalti a trattativa privata, ai sensi del comma 1,
lettera b), avviene mediante gara informale alla quale debbono essere
invitati almeno quindici concorrenti, se sussistono in tale numero soggetti
qualificati ai sensi della presente legge per i lavori oggetto dell'appalto.
5-bis. L'affidamento di appalti di cui al comma 1, lettera c), il cui
importo stimato sia superiore a 40.000 euro, avviene mediante gara informale
sulla base di quanto disposto dall'articolo 21, comma 8-bis, alla quale
devono essere invitati almeno quindici concorrenti, se sussistono in tale
numero soggetti qualificati ai sensi della presente legge per i lavori
oggetto dell'appalto. Per l'affidamento di appalti di cui al comma 1,
lettera c), il cui importo stimato sia inferiore a 40.000 euro, le stazioni
appaltanti possono procedere all'affidamento a soggetti, singoli o raggruppati,
di propria fiducia. In questo caso comunque le stazioni appaltanti devono
verificare la sussistenza, in capo agli affidatari, dei requisiti di cui
alla presente legge e motivarne la scelta in relazione alle prestazioni
da affidare.
6. I lavori in economia sono ammessi fino all'importo di 200.000 ECU.,
fatti salvi i lavori del Ministero della difesa che vengono eseguiti in
economia a mezzo delle truppe e dei reparti del Genio militare, disciplinati
dal regolamento per l'attività del Genio militare di cui all'articolo
3, comma 7-bis.
7. Qualora un lotto funzionale appartenente ad un'opera sia stato affidato
a trattativa privata, non può essere assegnato con tale procedura
altro lotto da appaltare in tempi successivi e appartenente alla medesima
opera.
7-bis. Con riferimento ai lavori di restauro e manutenzione di beni mobili
e delle superfici decorate di beni architettonici sottoposte alle disposizioni
di tutela previste dal testo unico delle disposizioni legislative in materia
di beni culturali e ambientali, di cui al decreto legislativo 29 ottobre
1999, n. 490, è ammissibile l'affidamento a trattativa privata,
ad un soggetto esecutore di un appalto, di lavori complementari, non figuranti
nel progetto inizialmente approvato o nell'affidamento precedentemente
disposto, che siano diventati necessari, a seguito di circostanza non
prevedibile, all'intervento nel suo complesso, sempreché tali lavori
non possano essere tecnicamente o economicamente separati dall'appalto
principale senza grave inconveniente per il soggetto aggiudicatario oppure,
quantunque separabili dall'esecuzione dell'appalto iniziale, siano strettamente
necessari al suo perfezionamento. L'importo dei lavori complementari non
può complessivamente superare il 50 per cento dell'appalto principale.
8. abrogato. torna
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Art.
25.
(Varianti in corso d'opera) 1. Le varianti in corso d'opera possono essere ammesse, sentiti
il progettista ed il direttore dei lavori, esclusivamente qualora ricorra
uno dei seguenti motivi:
a) per esigenze derivanti da sopravvenute disposizioni legislative e regolamentari;
b) per cause impreviste e imprevedibili accertate nei modi stabiliti dal
regolamento di cui all'articolo 3, o per l'intervenuta possibilità
di utilizzare materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento
della progettazione che possono determinare, senza aumento di costo, significativi
miglioramenti nella qualità dell'opera o di sue parti e sempre
che non alterino l'impostazione progettuale;
b-bis) per la presenza di eventi inerenti la natura e specificità
dei beni sui quali si interviene verificatisi in corso d'opera, o di rinvenimenti
imprevisti o non prevedibili nella fase progettuale;
c) nei casi previsti dall'articolo 1664, secondo comma, del codice civile;
d) per il manifestarsi di errori o di omissioni del progetto esecutivo
che pregiudicano, in tutto o in parte, la realizzazione dell'opera ovvero
la sua utilizzazione; in tal caso il responsabile del procedimento ne
dà immediatamente comunicazione all'Osservatorio e al progettista.
2. I titolari di incarichi di progettazione sono responsabili per i danni
subiti dalle stazioni appaltanti in conseguenza di errori o di omissioni
della progettazione di cui al comma 1, lettera d)
3. Non sono considerati varianti ai sensi del comma 1 gli interventi disposti
dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio, che siano
contenuti entro un importo non superiore al 10 per cento per i lavori
di recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro e al 5 per cento
per tutti gli altri lavori delle categorie di lavoro dell'appalto e che
non comportino un aumento dell'importo del contratto stipulato per la
realizzazione dell'opera. Sono inoltre ammesse, nell'esclusivo interesse
dell'amministrazione, le varianti, in aumento o in diminuzione, finalizzate
al miglioramento dell'opera e alla sua funzionalità, sempreché
non comportino modifiche sostanziali e siano motivate da obiettive esigenze
derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili al momento della
stipula del contratto. L'importo in aumento relativo a tali varianti non
può superare il 5 per cento dell'importo originario del contratto
e deve trovare copertura nella somma stanziata per l'esecuzione dell'opera.
4. Ove le varianti di cui al comma 1, lettera d), eccedano il quinto dell'importo
originario del contratto, il soggetto aggiudicatore procede alla risoluzione
del contratto e indice una nuova gara alla quale è invitato l'aggiudicatario
iniziale.
5. La risoluzione del contratto, ai sensi del presente articolo, dà
luogo al pagamento dei lavori eseguiti, dei materiali utili e del 10 per
cento dei lavori non eseguiti, fino a quattro quinti dell'importo del
contratto.
5-bis. Ai fini del presente articolo si considerano errore o omissione
di progettazione l'inadeguata valutazione dello stato di fatto, la mancata
od erronea identificazione della normativa tecnica vincolante per la progettazione,
il mancato rispetto dei requisiti funzionali ed economici prestabiliti
e risultanti da prova scritta, la violazione delle norme di diligenza
nella predisposizione degli elaborati progettuali. torna
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Art.
26
(Disciplina economica dell'esecuzione dei lavori pubblici) 1. In caso di ritardo nella emissione dei certificati di pagamento
o dei titoli di spesa relativi agli acconti, rispetto alle condizioni
e ai termini stabiliti dal capitolato speciale, che non devono comunque
superare quelli fissati dal capitolato generale, spettano all'esecutore
dei lavori gli interessi, legali e moratori, questi ultimi nella misura
accertata annualmente con decreto del Ministro dei lavori pubblici, di
concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, ferma restando la sua facoltà, trascorsi i termini di
cui sopra o, nel caso in cui l'ammontare delle rate di acconto, per le
quali non sia stato tempestivamente emesso il certificato o il titolo
di spesa, raggiunga il quarto dell'importo netto contrattuale, di agire
ai sensi dell'articolo 1460 del codice civile, ovvero, previa costituzione
in mora dell'Amministrazione e trascorsi sessanta giorni dalla data della
costituzione stessa, di promuovere il giudizio arbitrale per la dichiarazione
di risoluzione del contratto.
2. L'articolo 33 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, è abrogato.
3. Per i lavori pubblici affidati dalle amministrazioni aggiudicatrici
e dagli altri enti aggiudicatori o realizzatori non è ammesso procedere
alla revisione dei prezzi e non si applica il primo comma dell'articolo
1664 del codice civile.
4. Per i lavori di cui al comma 3 si applica il prezzo chiuso, consistente
nel prezzo dei lavori al netto del ribasso d'asta, aumentato di una percentuale
da applicarsi, nel caso in cui la differenza tra il tasso di inflazione
reale e il tasso di inflazione programmato nell'anno precedente sia superiore
al 2 per cento, all'importo dei lavori ancora da eseguire per ogni anno
intero previsto per l'ultimazione dei lavori stessi. Tale percentuale
è fissata, con decreto del Ministro dei lavori pubblici da emanare
entro il 30 giugno di ogni anno, nella misura eccedente la predetta percentuale
del 2 per cento. In sede di prima applicazione della presente legge, il
decreto è emanato entro quindici giorni dalla data di entrata in
vigore della legge stessa.
5. Le disposizioni di cui alla legge 21 febbraio 1991, n. 52, sono estese
ai crediti verso le pubbliche amministrazioni derivanti da contratti di
appalto di lavori pubblici, di concessione di lavori pubblici e da contratti
di progettazione nell'ambito della realizzazione di lavori pubblici.
6. I progettisti e gli esecutori di lavori pubblici sono soggetti a penali
per il ritardato adempimento dei loro obblighi contrattuali. L'entità
delle penali e le modalità di versamento sono disciplinate dal
regolamento.
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Art.
27.
(Direzione dei lavori) 1. Per l'esecuzione di lavori pubblici oggetto della presente legge
affidati in appalto, le amministrazioni aggiudicatrici sono obbligate
ad istituire un ufficio di direzione dei lavori costituito da un direttore
dei lavori ed eventualmente da assistenti.
2. Qualora le amministrazioni aggiudicatrici non possano espletare, nei
casi di cui al comma 4 dell'articolo 17, l'attività di direzione
dei lavori, essa è affidata nell'ordine ai seguenti soggetti:
a) altre amministrazioni pubbliche, previa apposita intesa o convenzione
di cui all'articolo 24 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (ora articolo
30 del decreto legislativo n. 267 del 2000);
b) il progettista incaricato ai sensi dell'articolo 17, comma 4;
c) altri soggetti scelti con le procedure previste dalla normativa nazionale
di recepimento delle disposizioni comunitarie in materia.
2-bis. Con riferimento agli interventi di restauro e manutenzione di beni
mobili e delle superfici decorate di beni architettonici, sottoposte alle
disposizioni di tutela previste dal testo unico delle disposizioni legislative
in materia di beni culturali e ambientali, di cui al decreto legislativo
29 ottobre 1999, n. 490, l'ufficio di direzione dei lavori del direttore
dei lavori deve comprendere tra gli assistenti con funzioni di direttore
operativo un soggetto con qualifica di restauratore di beni culturali
ai sensi della normativa vigente. torna
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Art.
28.
(Collaudi e vigilanza) 1. Il regolamento definisce le norme concernenti il termine entro
il quale deve essere effettuato il collaudo finale, che deve comunque
avere luogo non oltre sei mesi dall'ultimazione dei lavori. Il medesimo
regolamento definisce altresì i requisiti professionali dei collaudatori
secondo le caratteristiche dei lavori, la misura del compenso ad essi
spettante, nonché le modalità di effettuazione del collaudo
e di redazione del certificato di collaudo ovvero, nei casi previsti,
del certificato di regolare esecuzione.
2. Il regolamento definisce altresì il divieto di affidare i collaudi
a magistrati ordinari, amministrativi e contabili.
3. Per tutti i lavori oggetto della presente legge è redatto un
certificato di collaudo secondo le modalità previste dal regolamento.
Il certificato di collaudo ha carattere provvisorio ed assume carattere
definitivo decorsi due anni dall'emissione del medesimo. Decorso tale
termine, il collaudo si intende tacitamente approvato ancorché
l'atto formale di approvazione non sia intervenuto entro due mesi dalla
scadenza del medesimo termine. Nel caso di lavori di importo sino a 200.000
ECU il certificato di collaudo è sostituito da quello di regolare
esecuzione; per i lavori di importo superiore, ma non eccedente il milione
di ECU, è in facoltà del soggetto appaltante di sostituire
il certificato di collaudo con quello di regolare esecuzione. Il certificato
di regolare esecuzione è comunque emesso non oltre tre mesi dalla
data di ultimazione dei lavori.
4. Per le operazioni di collaudo, le amministrazioni aggiudicatrici nominano
da uno a tre tecnici di elevata e specifica qualificazione con riferimento
al tipo di lavori, alla loro complessità e all'importo degli stessi.
I tecnici sono nominati dalle predette amministrazioni nell'ambito delle
proprie strutture, salvo che nell'ipotesi di carenza di organico accertata
e certificata dal responsabile del procedimento. Possono fare parte delle
commissioni di collaudo, limitatamente ad un solo componente, i funzionari
amministrativi che abbiano prestato servizio per almeno cinque anni in
uffici pubblici. È abrogata ogni diversa disposizione, anche di
natura regolamentare.
5. Il collaudatore o i componenti della commissione di collaudo non devono
avere svolto alcuna funzione nelle attività autorizzative, di controllo,
di progettazione, di direzione, di vigilanza e di esecuzione dei lavori
sottoposti al collaudo. Essi non devono avere avuto nell'ultimo triennio
rapporti di lavoro o di consulenza con il soggetto che ha eseguito i lavori.
Il collaudatore o i componenti della commissione di collaudo non possono
inoltre fare parte di organismi che abbiano funzioni di vigilanza, di
controllo o giurisdizionali.
6. Il regolamento prescrive per quali lavori di particolare complessità
tecnica o di grande rilevanza economica il collaudo è effettuato
sulla base di apposite certificazioni di qualità dell'opera e dei
materiali.
7. È obbligatorio il collaudo in corso d'opera nei seguenti casi:
a) quando la direzione dei lavori sia effettuata ai sensi dell'articolo
27, comma 2, lettere b) e c);
b) in caso di opere di particolare complessità;
c) in caso di affidamento dei lavori in concessione;
d) in altri casi individuati nel regolamento.
8. Nei casi di affidamento dei lavori in concessione, il responsabile
del procedimento esercita anche le funzioni di vigilanza in tutte le fasi
di realizzazione dei lavori, verificando il rispetto della convenzione.
9. Il pagamento della rata di saldo, disposto previa garanzia fidejussoria,
deve essere effettuato non oltre il novantesimo giorno dall'emissione
del certificato di collaudo provvisorio ovvero del certificato di regolare
esecuzione e non costituisce presunzione di accettazione dell'opera, ai
sensi dell'articolo 1666, secondo comma, del codice civile.
10. Salvo quanto disposto dall'articolo 1669 del codice civile, l'appaltatore
risponde per la difformità ed i vizi dell'opera, ancorché
riconoscibili purché denunciati dal soggetto appaltante prima che
il certificato di collaudo assuma carattere definitivo. torna all'inizio
Art.
29.
(Pubblicità) 1. Il regolamento disciplina le forme di pubblicità degli
appalti e delle concessioni sulla base delle seguenti norme regolatrici:
(vedi anche 'articolo 24, legge n. 340 del 2000)
a) per i lavori di importo pari o superiore al controvalore in euro di
5.000.000 di Dsp, IVA esclusa, prevedere l'obbligo dell'invio dei bandi
e degli avvisi di gara, nonché degli avvisi di aggiudicazione,
all'ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee;
b) per i lavori di importo pari o superiore a un milione di euro, IVA
esclusa, prevedere forme unificate di pubblicità a livello nazionale;
c) per i lavori di importo inferiore a un milione di euro, IVA esclusa,
prevedere forme di pubblicità semplificata a livello regionale
e provinciale;
d) prevedere l'indicazione obbligatoria nei bandi e negli avvisi di gara
del responsabile del procedimento;
e) disciplinare conformemente alla normativa comunitaria, in modo uniforme
per i lavori di qualsiasi importo, le procedure, comprese quelle accelerate,
i termini e i contenuti degli inviti, delle comunicazioni e delle altre
informazioni cui sono tenute le amministrazioni aggiudicatrici;
f) prevedere che le amministrazioni aggiudicatrici e gli altri enti aggiudicatori
o realizzatori, prima della stipula del contratto o della concessione,
anche nei casi in cui l'aggiudicazione è avvenuta mediate trattativa
privata, provvedano, con le modalità di cui alle lettere a), b)
e c) del presente comma, alla pubblicazione dell'elenco degli invitati
e dei partecipanti alla gara, del vincitore o prescelto, del sistema di
aggiudicazione adottato, dell'importo di aggiudicazione dei lavori, dei
tempi di realizzazione dell'opera, del nominativo del direttore dei lavori
designato, nonché, entro trenta giorni dal loro compimento ed effettuazione,
dell'ultimazione dei lavori, dell'effettuazione del collaudo, dell'importo
finale del lavoro;
f-bis) nei casi in cui l'importo finale dei lavori superi di più
del 20 per cento l'importo di aggiudicazione o di affidamento e/o l'ultimazione
dei lavori sia avvenuta con un ritardo superiore ai sei mesi rispetto
al tempo di realizzazione dell'opera fissato all'atto dell'aggiudicazione
o dell'affidamento, prevedere forme di pubblicità, con le stesse
modalità di cui alle lettere b) e c) del presente comma ed a carico
dell'aggiudicatario o dell'affidatario, diretta a rendere note le ragioni
del maggior importo e/o del ritardo nell'effettuazione dei lavori;
f-ter) nei casi di contenzioso, di cui agli articoli 31-bis, commi 2 e
3, e 32, gli organi giudicanti devono trasmettere i dispositivi delle
sentenze e delle pronunce emesse all'Osservatorio e, qualora le sentenze
o le pronunce dispongano variazioni rispetto agli importi di aggiudicazione
o di affidamento dei lavori, disporre forme di pubblicità, a carico
della parte soccombente, con le stesse modalità di cui alle lettere
b) e c) del presente comma.
2. Le spese relative alla pubblicità devono essere inserite nel
quadro economico del progetto tra le somme a disposizione dell'amministrazione,
che è tenuta ad assicurare il rispetto delle disposizioni di cui
al presente articolo, tramite il responsabile del procedimento di cui
all'articolo 80, comma 10, del regolamento di cui al d.P.R. 21 dicembre
1999, n. 554, il quale, in caso di mancata osservanza delle disposizioni
stesse, dovrà effettuare a proprio carico le forme di pubblicità
ivi disciplinate, senza alcuna possibilità di rivalsa sull'amministrazione.
torna all'inizio
Art.
30.
(Garanzie e coperture assicurative) 1. L'offerta da presentare per l'affidamento dell'esecuzione dei
lavori pubblici è corredata da una cauzione pari al 2 per cento
dell'importo dei lavori, da prestare anche mediante fideiussione bancaria
o assicurativa o rilasciata dagli intermediari finanziari iscritti nell'elenco
speciale di cui all'articolo 107 del decreto legislativo 1 settembre 1993,
n. 385, che svolgono in via esclusiva o prevalente attività di
rilascio di garanzie, a ciò autorizzati dal Ministero del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica e dall'impegno del fidejussore
a rilasciare la garanzia di cui al comma 2, qualora l'offerente risultasse
aggiudicatario. La cauzione copre la mancata sottoscrizione del contratto
per fatto dell'aggiudicatario ed è svincolata automaticamente al
momento della sottoscrizione del contratto medesimo. Ai non aggiudicatari
la cauzione è restituita entro trenta giorni dall'aggiudicazione.
2. L'esecutore dei lavori è obbligato a costituire una garanzia
fideiussoria del 10 per cento dell'importo degli stessi. In caso di aggiudicazione
con ribasso d'asta superiore al 10 per cento, la garanzia fidejussoria
è aumentata di tanti punti percentuali quanti sono quelli eccedenti
il 10 per cento; ove il ribasso sia superiore al 20 per cento, l'aumento
è di due punti percentuali per ogni punto di ribasso superiore
al 20 per cento. La cauzione definitiva è progressivamente svincolata
a decorrere dal raggiungimento di un importo dei lavori eseguiti, attestato
mediante stati d'avanzamento lavori o analogo documento, pari al 50 per
cento dell'importo contrattuale. Al raggiungimento dell'importo dei lavori
eseguiti di cui al precedente periodo, la cauzione è svincolata
in ragione del 50 per cento dell'ammontare garantito; successivamente
si procede allo svincolo progressivo in ragione di un 5 per cento dell'iniziale
ammontare per ogni ulteriore 10 per cento di importo dei lavori eseguiti.
Lo svincolo, nei termini e per le entità anzidetti, è automatico,
senza necessità di benestare del committente, con la sola condizione
della preventiva consegna all'istituto garante, da parte dell'appaltatore
o del concessionario, degli stati d'avanzamento lavori o di analogo documento,
in originale o copia autentica, attestanti il raggiungimento delle predette
percentuali di lavoro eseguito. L'ammontare residuo, pari al 25 per cento
dell'iniziale importo garantito, è svincolato secondo la normativa
vigente. Le disposizioni di cui ai precedenti periodi si applicano anche
ai contratti in corso. La mancata costituzione della garanzia di cui al
primo periodo determina la revoca dell'affidamento e l'acquisizione della
cauzione da parte del soggetto appaltante o concedente, che aggiudica
l'appalto o la concessione al concorrente che segue nella graduatoria.
La garanzia copre gli oneri per il mancato od inesatto adempimento e cessa
di avere effetto solo alla data di emissione del certificato di collaudo
provvisorio.
2- bis. La fidejussione bancaria o la polizza assicurativa di cui ai commi
1 e 2 dovrà prevedere espressamente la rinuncia al beneficio della
preventiva escussione del debitore principale e la sua operatività
entro quindici giorni a semplice richiesta scritta della stazione appaltante.
La fidejussione bancaria o polizza assicurativa relativa alla cauzione
provvisoria dovrà avere validità per almeno centottanta
giorni dalla data di presentazione dell'offerta.
3. L'esecutore dei lavori è altresì obbligato a stipulare
una polizza assicurativa che tenga indenni le amministrazioni aggiudicatrici
e gli altri enti aggiudicatori o realizzatori da tutti i rischi di esecuzione
da qualsiasi causa determinati, salvo quelli derivanti da errori di progettazione,
insufficiente progettazione, azioni di terzi o cause di forza maggiore,
e che preveda anche una garanzia di responsabilità civile per danni
a terzi nell'esecuzione dei lavori sino alla data di emissione del certificato
di collaudo provvisorio.
4. Per i lavori il cui importo superi gli ammontari stabiliti con decreto
del Ministro dei lavori pubblici, l'esecutore è inoltre obbligato
a stipulare, con decorrenza dalla data di emissione del certificato di
collaudo provvisorio, una polizza indennitaria decennale, nonché
una polizza per responsabilità civile verso terzi, della medesima
durata, a copertura dei rischi di rovina totale o parziale dell'opera,
ovvero dei rischi derivanti da gravi difetti costruttivi.
(L'ammontare è stato fissato in 10 milioni di Dsp (Lire 20.749.650.879
= Euro 10.716.300) con d.m. 1 dicembre 2000, G.U. n. 285 del 6 dicembre
2000)
5. Il progettista o i progettisti incaricati della progettazione esecutiva
devono essere muniti, a far data dall'approvazione del progetto, di una
polizza di responsabilità civile professionale per i rischi derivanti
dallo svolgimento delle attività di propria competenza, per tutta
la durata dei lavori e sino alla data di emissione del certificato di
collaudo provvisorio. La polizza del progettista o dei progettisti deve
coprire, oltre alle nuove spese di progettazione, anche i maggiori costi
che l'amministrazione deve sopportare per le varianti di cui all'articolo
25, comma 1, lettera d), resesi necessarie in corso di esecuzione. La
garanzia è prestata per un massimale non inferiore al 10 per cento
dell'importo dei lavori progettati, con il limite di 1 milione di ECU,
per lavori di importo inferiore a 5 milioni di ECU, I.V.A. esclusa, e
per un massimale non inferiore al 20 per cento dell'importo dei lavori
progettati, con il limite di 2 milioni e 500.000 ECU, per lavori di importo
superiore a 5 milioni di ECU, I.V.A. esclusa. La mancata presentazione
da parte dei progettisti della polizza di garanzia esonera le amministrazioni
pubbliche dal pagamento della parcella professionale.
6. Prima di iniziare le procedure per l'affidamento dei lavori, le stazioni
appaltanti devono verificare, nei termini e con le modalità stabiliti
dal regolamento, la rispondenza degli elaborati progettuali ai documenti
di cui all'articolo 16, commi 1 e 2, e la loro conformità alla
normativa vigente. Gli oneri derivanti dall'accertamento della rispondenza
agli elaborati progettuali sono ricompresi nelle risorse stanziate per
la realizzazione delle opere. Con apposito regolamento, adottato ai sensi
dell'articolo 3, il Governo regola le modalità di verifica dei
progetti, attenendosi ai seguenti criteri:
a) per i lavori di importo superiore a 20 milioni di euro, la verifica
deve essere effettuata da organismi di controllo accreditati ai sensi
della norma europea UNI CEI EN 45004;
b) per i lavori di importo inferiore a 20 milioni di euro, la verifica
può essere effettuata dagli uffici tecnici delle predette stazioni
appaltanti ove il progetto sia stato redatto da progettisti esterni o
le stesse stazioni appaltanti dispongano di un sistema interno di controllo
di qualità, ovvero da altri soggetti autorizzati secondo i criteri
stabiliti dal regolamento;
c) in ogni caso, il soggetto che effettua la verifica del progetto deve
essere munito di una polizza indennitaria civile per danni a terzi per
i rischi derivanti dallo svolgimento dell'attività di propria competenza.
6-bis. Sino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma
6, la verifica può essere effettuata dagli uffici tecnici delle
stazioni appaltanti o dagli organismi di controllo di cui alla lettera
a) del medesimo comma. Gli incarichi di verifica di ammontare inferiore
alla soglia comunitaria possono essere affidati a soggetti di fiducia
della stazione appaltante.
7. Sono soppresse le altre forme di garanzia e le cauzioni previste dalla
normativa vigente.
7-bis. Con apposito regolamento, da emanare ai sensi dell'articolo 17,
comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro
dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio
e dell'artigianato, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari,
che si esprimono entro sessanta giorni dalla trasmissione del relativo
schema, è istituito, per i lavori di importo superiore a 100 milioni
di ECU, un sistema di garanzia globale di esecuzione di cui possono avvalersi
i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettere a) e b). Il sistema,
una volta istituito, è obbligatorio per tutti i contratti di cui
all'articolo 19, comma 1, lettera b), di importo superiore a 75 milioni
di euro. torna
all'inizio
Art.
31.
(Piani di sicurezza) 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge il Governo, su proposta dei Ministri del lavoro e della previdenza
sociale, della sanità e dei lavori pubblici, sentite le organizzazioni
sindacali e imprenditoriali maggiormente rappresentative, emana un regolamento
in materia di piani di sicurezza nei cantieri edili in conformità
alle direttive 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, 92/57/CEE
del Consiglio, del 24 giugno 1992, e alla relativa normativa nazionale
di recepimento.
1-bis. Entro trenta giorni dall'aggiudicazione, e comunque prima della
consegna dei lavori, l'appaltatore od il concessionario redige e consegna
ai soggetti di cui all'articolo 2, comma 2:
a) eventuali proposte integrative del piano di sicurezza e di coordinamento
e del piano generale di sicurezza quando questi ultimi siano previsti
ai sensi del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494;
b) un piano di sicurezza sostitutivo del piano di sicurezza e di coordinamento
e del piano generale di sicurezza, quando questi ultimi non siano previsti
ai sensi del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494;
c) un piano operativo di sicurezza per quanto attiene alle proprie scelte
autonome e relative responsabilità nell'organizzazione del cantiere
e nell'esecuzione dei lavori, da considerare come piano complementare
di dettaglio del piano di sicurezza e di coordinamento e dell'eventuale
piano generale di sicurezza, quando questi ultimi siano previsti ai sensi
del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, ovvero del piano di sicurezza
sostitutivo di cui alla lettera b) .
2. Il piano di sicurezza e di coordinamento ed il piano generale di sicurezza,
quando previsti ai sensi del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494,
ovvero il piano di sicurezza sostitutivo di cui alla lettera b) del comma
1- bis , nonché il piano operativo di sicurezza di cui alla lettera
c) del comma 1-bis formano parte integrante del contratto di appalto o
di concessione; i relativi oneri vanno evidenziati nei bandi di gara e
non sono soggetti a ribasso d'asta. Le gravi o ripetute violazioni dei
piani stessi da parte dell'appaltatore o del concessionario, previa formale
costituzione in mora dell'interessato, costituiscono causa di risoluzione
del contratto. Il regolamento di cui al comma 1 stabilisce quali violazioni
della sicurezza determinano la risoluzione del contratto da parte del
committente. Il direttore di cantiere e il coordinatore della sicurezza
in fase di esecuzione, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze,
vigilano sull'osservanza dei piani di sicurezza.
2-bis. Le imprese esecutrici, prima dell'inizio dei lavori ovvero in corso
d'opera, possono presentare al coordinatore per l'esecuzione dei lavori
di cui al decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, proposte di modificazioni
o integrazioni al piano di sicurezza e di coordinamento loro trasmesso
dalla stazione appaltante, sia per adeguarne i contenuti alle tecnologie
proprie dell'impresa, sia per garantire il rispetto delle norme per la
prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori eventualmente
disattese nel piano stesso.
3. I contratti di appalto o di concessione stipulati dopo la data di entrata
in vigore del regolamento di cui al comma 1, se privi dei piani di sicurezza
di cui al comma 1-bis, sono nulli. I contratti in corso alla medesima
data, se privi del piano operativo di sicurezza di cui alla lettera c)
del comma 1-bis, sono annullabili qualora non integrati con i piani medesimi
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del regolamento
di cui al comma 1.
4. Ai fini dell'applicazione degli articoli 9, 11 e 35 della legge 20
maggio 1970, n. 300, la dimensione numerica prevista per la costituzione
delle rappresentanze sindacali aziendali nei cantieri di opere e lavori
pubblici e determinata dal complessivo numero dei lavoratori mediamente
occupati trimestralmente nel cantiere e dipendenti dalle imprese concessionarie,
appaltatrici e subappaltatrici, per queste ultime nell'ambito della o
delle categorie prevalenti, secondo criteri stabiliti dai contratti collettivi
nazionali di lavoro nel quadro delle disposizioni generali sulle rappresentanze
sindacali.
4-bis. Ai fini del presente articolo il concessionario che esegue i lavori
con la propria organizzazione di impresa è equiparato all'appaltatore. torna
all'inizio
Art.
31-bis
(Norme acceleratorie in materia di contenzioso) 1. Per i lavori pubblici affidati dai soggetti di cui all'articolo
2, comma 2, lettere a) e b), in materia di appalti e di concessioni, qualora,
a seguito dell'iscrizione di riserve sui documenti contabili, l'importo
economico dell'opera possa variare in misura sostanziale e in ogni caso
non inferiore al 10 per cento dell'importo contrattuale, il responsabile
del procedimento promuove la costituzione di apposita commissione perché
formuli, acquisita la relazione del direttore dei lavori e, ove costituito,
dell'organo di collaudo, entro novanta giorni dalla apposizione dell'ultima
delle predette riserve, proposta motivata di accordo bonario. In merito
alla proposta si pronunciano, nei successivi trenta giorni, l'appaltatore
ed il soggetto committente. Decorso tale termine è in facoltà
dell'appaltatore avvalersi del disposto dell'articolo 32. La procedura
per la definizione dell'accordo bonario può essere reiterata per
una sola volta. La costituzione della commissione è altresì
promossa dal responsabile del procedimento, indipendentemente dall'importo
economico delle riserva ancora da definirsi, al ricevimento da parte dello
stesso del certificato di collaudo o di regolare esecuzione previsto dall'articolo
28. Nell'occasione la proposta motivata della commissione è formulata
entro novanta giorni dal predetto ricevimento.
1-bis. La commissione di cui al comma 1 è formata da tre componenti
in possesso di specifica idoneità, designati, rispettivamente,
il primo dal responsabile del procedimento, il secondo dall'impresa appaltatrice
o concessionaria ed il terzo, di comune accordo, dai componenti già
designati contestualmente all'accettazione congiunta del relativo incarico.
In caso di mancato accordo, alla nomina del terzo componente provvede
su istanza della parte più diligente, per le opere di competenza
delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali e dei loro
concessionari, il presidente del tribunale del luogo dove è stato
stipulato il contratto. Qualora l'impresa non provveda alla designazione
del componente di sua elezione nel termine di trenta giorni dalla richiesta
del responsabile del procedimento, questi provvede a formulare direttamente
la proposta motivata di accordo bonario, acquisita la relazione del direttore
dei lavori e, ove costituito, dell'organo di collaudo. Gli oneri connessi
ai compensi da riconoscere ai commissari sono posti a carico dei fondi
stanziati per i singoli interventi.
1-ter. L'accordo bonario, definito con le modalità di cui ai commi
1 e 1-bis ed accettato dall'appaltatore, ha natura transattiva. Le parti
hanno facoltà di conferire alla commissione il potere di assumere
decisioni vincolanti, perfezionando, per conto delle stesse, l'accordo
bonario risolutivo delle riserve.
1-quater. Le disposizioni dei commi da 1 a 1-ter non si applicano ai lavori
per i quali l'individuazione del soggetto affidatario sia già intervenuta
alla data di entrata in vigore della presente disposizione; per gli appalti
di importo inferiore a 10 milioni di euro, la costituzione della commissione
è facoltativa ed il responsabile del procedimento può essere
componente della commissione stessa.
2. I ricorsi relativi ad esclusione da procedure di affidamenti di lavori
pubblici, per la quale sia stata pronunciata ordinanza di sospensione
ai sensi dell'articolo 21, ultimo comma, della legge 6 dicembre 1971,
n. 1034, devono essere discussi nel merito entro novanta giorni dalla
data dell'ordinanza di sospensione.
3. Nei giudizi amministrativi aventi ad oggetto controversie in materia
di lavori pubblici in relazione ai quali sia stata presentata domanda
di provvedimento d'urgenza, i controinteressati e l'amministrazione resistente
possono chiedere che la questione venga decisa nel merito. A tal fine
il presidente fissa l'udienza per la discussione della causa che deve
avere luogo entro novanta giorni dal deposito dell'istanza. Qualora l'istanza
sia proposta all'udienza già fissata per la discussione del provvedimento
d'urgenza, il presidente del collegio fissa per la decisione nel merito
una nuova udienza che deve aver luogo entro sessanta giorni e autorizza
le parti al deposito di memorie e documenti fino a quindici giorni prima
dell'udienza stessa.
(vedi anche articolo 4 della legge n. 205 del 2000)
4. Ai fini della tutela giurisdizionale le concessioni in materia di lavori
pubblici sono equiparate agli appalti.
5. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle controversie
relative ai lavori appaltati o concessi anteriormente alla data di entrata
in vigore della presente legge. torna
all'inizio
Art.
32
(Definizione delle controversie) 1. Tutte le controversie derivanti dall'esecuzione del contratto,
comprese quelle conseguenti al mancato raggiungimento dell'accordo bonario
previsto dal comma 1 dell'articolo 31-bis , possono essere deferite ad
arbitri.
2. Per i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a), della presente
legge, qualora sussista la competenza arbitrale, il giudizio è
demandato ad un collegio arbitrale costituito presso la camera arbitrale
per i lavori pubblici, istituita presso l'Autorità di cui all'articolo
4 della presente legge. Con decreto del Ministro dei lavori pubblici,
di concerto con il Ministro di grazia e giustizia, da emanare entro tre
mesi dalla data di entrata in vigore del regolamento, sono fissate le
norme di procedura del giudizio arbitrale nel rispetto dei princípi
del codice di procedura civile, e sono fissate le tariffe per la determinazione
del corrispettivo dovuto dalle parti per la decisione della controversia.
(le norme emanate con il d.m. 2 dicembre 2000, n. 398)
3. Il regolamento definisce altresì, ai sensi e con gli effetti
di cui all'articolo 3 della presente legge, la composizione e le modalità
di funzionamento della camera arbitrale per i lavori pubblici; disciplina
i criteri cui la camera arbitrale dovrà attenersi nel fissare i
requisiti soggettivi e di professionalità per assumere l'incarico
di arbitro, nonché la durata dell'incarico stesso, secondo princípi
di trasparenza, imparzialità e correttezza.
4. Dalla data di entrata in vigore del regolamento cessano di avere efficacia
gli articoli 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50 e 51 del capitolato generale
d'appalto approvato con il d.P.R. 16 luglio 1962, n. 1063. Dalla medesima
data il richiamo ai collegi arbitrali da costituire ai sensi della normativa
abrogata, contenuto nelle clausole dei contratti di appalto già
stipulati, deve intendersi riferito ai collegi da nominare con la procedura
camerale secondo le modalità previste dai commi precedenti ed i
relativi giudizi si svolgono secondo la disciplina da essi fissata. Sono
fatte salve le disposizioni che prevedono la costituzione di collegi arbitrali
in difformità alla normativa abrogata, contenute nelle clausole
di contratti o capitolati d'appalto già stipulati alla data di
entrata in vigore del regolamento, a condizione che i collegi arbitrali
medesimi non risultino già costituiti alla data di entrata in vigore
della presente disposizione.
4-bis. Sono abrogate tutte le disposizioni che, in contrasto con i precedenti
commi, prevedono limitazioni ai mezzi di risoluzione delle controversie
nella materia dei lavori pubblici come definita all'articolo 2. torna
all'inizio
Art.
33.
(Segretezza) 1. Le opere destinate ad attività della Banca d'Italia,
delle forze armate o dei corpi di polizia per la difesa della Nazione
o per i compiti di istituto, nei casi in cui sono richieste misure speciali
di sicurezza e di segretezza in conformità a disposizioni legislative,
regolamentari ed amministrative vigenti o quando lo esiga la protezione
degli interessi essenziali della sicurezza dello Stato, dichiarante indifferibili
ed urgenti, possono essere eseguite in deroga alle disposizioni relative
alla pubblicità delle procedure di affidamento dei lavori pubblici,
ai sensi del comma 2.
2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, il regolamento determina i casi nei
quali debbono svolgersi gare informali e le modalità delle stesse,
i criteri di individuazione dei concorrenti ritenuti idonei all'esecuzione
dei lavori di cui al comma 1, nonché le relative procedure.
3. I lavori di cui al comma 1 sono sottoposti esclusivamente al controllo
successivo della Corte dei conti, la quale si pronuncia altresì
sulla regolarità, sulla correttezza e sull'efficacia della gestione.
Dell'attività di cui al presente comma è dato conto entro
il 30 giugno di ciascun anno in una relazione al Parlamento. torna
all'inizio
Art.
34.
(Subappalto) 1. Il comma 3 dell'articolo 18 della legge 19 marzo 1990, n. 55,
già sostituito dall'articolo 34 del decreto legislativo 19 dicembre
1991, n. 406, è sostituito dal seguente:
"3. Il soggetto appaltante è tenuto ad indicare nel progetto
e nel bando di gara la categoria o le categorie prevalenti con il relativo
importo, nonché le ulteriori categorie, relative a tutte le altre
lavorazioni previste in progetto, anch'esse con il relativo importo. Tutte
le lavorazioni, a qualsiasi categoria appartengano, sono subappaltabili
e affidabili in cottimo, ferme restando le vigenti disposizioni che prevedono
per particolari ipotesi il divieto di affidamento in subappalto. Per quanto
riguarda la categoria o le categorie prevalenti, con regolamento emanato
ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.400,
è definita la quota parte subappaltabile, in misura eventualmente
diversificata a seconda delle categorie medesime, ma in ogni caso non
superiore al 30 per cento. L'affidamento in subappalto o in cottimo è
sottoposto alle seguenti condizioni:
1) che i concorrenti all'atto dell'offerta o l'affidatario, nel caso di
varianti in corso d'opera, all'atto, abbiano indicato i lavori o le parti
di opere che intendono subappaltare o concedere in cottimo;
2) che l'appaltatore provveda al deposito del contratto di subappalto
presso la stazione appaltante almeno venti giorni prima della data di
effettivo inizio dell'esecuzione delle relative lavorazioni;
3) che al momento del deposito del contratto di subappalto presso la stazione
appaltante l'appaltatore trasmetta altresì la certificazione attestante
il possesso da parte del subappaltatore dei requisiti di cui al numero
4) del presente comma;
4) che l'affidatario del subappalto o del cottimo sia iscritto, se italiano
o straniero non appartenente ad uno Stato membro della Comunità
europea, all'Albo nazionale dei costruttori per categorie e classifiche
di importi corrispondenti ai lavori da realizzare in subappalto o in cottimo,
ovvero sia in possesso dei corrispondenti requisiti previsti dalla vigente
normativa in materia di qualificazione delle imprese, salvo i casi in
cui, secondo la legislazione vigente, è sufficiente per eseguire
i lavori pubblici l'iscrizione alla camera di commercio, industria, artigianato
e agricoltura;
5) che non sussista, nei confronti dell'affidatario del subappalto o del
cottimo, alcuno dei divieti previsti dall'articolo 10 della legge 31 maggio
1965, n. 575, e successive modificazioni."
2. abrogato
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo si applicano
alle gare per le quali alla data di entrata in vigore della presente legge
non sia stato ancora pubblicato il bando.
4. abrogato torna
all'inizio
Art.
35.
(Fusioni e conferimenti) 1. Le cessioni di azienda e gli atti di trasformazione, fusione
e scissione relativi ad imprese che eseguono opere pubbliche non hanno
singolarmente effetto nei confronti di ciascuna amministrazione aggiudicatrice
fino a che il cessionario, ovvero il soggetto risultante dall'avvenuta
trasformazione, fusione o scissione, non abbia proceduto nei confronti
di essa alle comunicazioni previste dall'articolo 1 del decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri 11 maggio 1991, n. 187 e non abbia documentato
il possesso dei requisiti previsti dagli articoli 8 e 9 della presente
legge.
2. Nei sessanta giorni successivi l'amministrazione può opporsi
al subentro del nuovo soggetto nella titolarità del contratto,
con effetti risolutivi sulla situazione in essere, laddove, in relazione
alle comunicazioni di cui al comma 1, non risultino sussistere i requisiti
di cui all'articolo 10-sexies della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive
modificazioni.
3. Ferme restando le ulteriori previsioni legislative vigenti in tema
di prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme
di manifestazione di pericolosità sociale, decorsi i sessanta giorni
di cui al comma 2 senza che sia intervenuta opposizione, gli atti di cui
al comma 1 producono, nei confronti delle amministrazioni aggiudicatrici,
tutti gli effetti loro attribuiti dalla legge.
4. Ai fini dell'ammissione dei concorrenti alle gare si applicano le disposizioni
di cui alla circolare del Ministero dei lavori pubblici 2 agosto 1985,
n. 382, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 190 del 13 agosto 1985.
Fino al 31 dicembre 1996, le plusvalenze derivanti da conferimenti di
beni effettuati nelle società risultanti da fusioni relative ad
imprese che eseguono opere pubbliche non sono soggette alle imposte sui
redditi da conferimento. torna
all'inizio
Art.
36.
(Trasferimento e affitto di azienda) 1. Le disposizioni di cui all'articolo 35 si applicano anche nei
casi di trasferimento o di affitto di azienda da parte degli organi della
procedura concorsuale, se compiuto a favore di cooperative costituite
o da costituirsi secondo le disposizioni della legge 31 gennaio 1992,
n. 59, e successive modificazioni, e con la partecipazione maggioritaria
di almeno tre quarti di soci cooperatori, nei cui confronti risultano
estinti, a seguito della procedura stessa, rapporti di lavoro subordinato
oppure che si trovino in regime di cassa integrazione guadagni o in lista
di mobilità di cui all'articolo 6 legge 23 luglio 1991, n. 223. torna
all'inizio
Art.
37.
(Gestione delle casse edili) 1. Il Ministro dei lavori pubblici e il Ministro del lavoro e della
previdenza sociale promuovono la sottoscrizione di un protocollo d'intesa
tra le parti sociali interessate per l'adeguamento della gestione delle
casse edili, anche al fine di favorire i processi di mobilità dei
lavoratori. Qualora l'intesa non venga sottoscritta entro un anno dalla
data di entrata in vigore della presente legge, i diversi organismi paritetici
istituiti attraverso la contrattazione collettiva devono intendersi reciprocamente
riconosciuti tutti i diritti, i versamenti, le indennità e le prestazioni
che i lavoratori hanno maturato presso gli enti quali sono stati iscritti. torna
all'inizio
Art.
37-bis.
(Promotore) 1. I soggetti di cui al comma 2, di seguito denominati "promotori",
possono presentare alle amministrazioni aggiudicatrici proposte relative
alla realizzazione di lavori pubblici o di lavori di pubblica utilità,
inseriti nella programmazione triennale di cui all'articolo 14, comma
2, ovvero negli strumenti di programmazione formalmente approvati dall'amministrazione
aggiudicatrice sulla base della normativa vigente, tramite contratti di
concessione, di cui all'articolo 19, comma 2, con risorse totalmente o
parzialmente a carico dei promotori stessi. Le proposte sono presentate
entro il 30 giugno di ogni anno oppure, nel caso in cui entro tale scadenza
non siano state presentate proposte per il medesimo intervento, entro
il 31 dicembre. Le proposte devono contenere uno studio di inquadramento
territoriale e ambientale, uno studio di fattibilità, un progetto
preliminare, una bozza di convenzione, un piano economico-finanziario
asseverato da un istituto di credito o da società di servizi costituite
dall'istituto di credito stesso ed iscritte nell'elenco generale degli
intermediari finanziari, ai sensi dell'articolo 106 del testo unico delle
leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo
1º settembre 1993, n. 385, o da una società di revisione ai
sensi dell'articolo 1 della legge 23 novembre 1939, n. 1966, una specificazione
delle caratteristiche del servizio e della gestione nonché l'indicazione
degli elementi di cui all'articolo 21, comma 2, lettera b) , e delle garanzie
offerte dal promotore all'amministrazione aggiudicatrice; il regolamento
detta indicazioni per chiarire ed agevolare le attività di asseverazione.
Le proposte devono inoltre indicare l'importo delle spese sostenute per
la loro predisposizione comprensivo anche dei diritti sulle opere d'ingegno
di cui all'articolo 2578 del codice civile. Tale importo, soggetto all'accettazione
da parte della amministrazione aggiudicatrice, non può superare
il 2,5 per cento del valore dell'investimento, come desumibile dal piano
economico-finanziario. I soggetti pubblici e privati possono presentare
alle amministrazioni aggiudicatrici, nell'ambito della fase di programmazione
di cui all'articolo 14 della presente legge, proposte d'intervento relative
alla realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità e studi
di fattibilità. Tale presentazione non determina, in capo alle
amministrazioni, alcun obbligo di esame e valutazione. Le amministrazioni
possono adottare, nell'ambito dei propri programmi, le proposte di intervento
e gli studi ritenuti di pubblico interesse; l'adozione non determina alcun
diritto del proponente al compenso per le prestazioni compiute o alla
realizzazione degli interventi proposti.
2. Possono presentare le proposte di cui al comma 1 i soggetti dotati
di idonei requisiti tecnici, organizzativi, finanziari e gestionali, specificati
dal regolamento, nonché i soggetti di cui agli articoli 10 e 17,
comma 1, lettera f), eventualmente associati o consorziati con enti finanziatori
e con gestori di servizi. La realizzazione di lavori pubblici o di pubblica
utilità rientra tra i settori ammessi di cui all'articolo 1, comma
1, lettera c-bis), del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153. Le
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, nell'ambito
degli scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico
dalle stesse perseguiti, possono presentare studi di fattibilità
o proposte di intervento, ovvero aggregarsi alla presentazione di proposte
di realizzazione di lavori pubblici di cui al comma 1, ferma restando
la loro autonomia decisionale.
2-bis. Entro venti giorni dalla avvenuta redazione dei programmi di cui
al comma 1, le amministrazioni aggiudicatrici rendono pubblica la presenza
negli stessi programmi di interventi realizzabili con capitali privati,
in quanto suscettibili di gestione economica, pubblicando un avviso indicativo
con le modalità di cui all'articolo 80 del regolamento di cui al
d.P.R. n. 554 del 1999 mediante affissione presso la propria sede per
almeno sessanta giorni consecutivi, nonché pubblicando lo stesso
avviso, a decorrere dalla sua istituzione, sul sito informatico individuato
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell'articolo
24 della legge 24 novembre 2000, n. 340, e, ove istituito, sul proprio
sito informatico. L'avviso è trasmesso allo Osservatorio dei lavori
pubblici che ne dà pubblicità. Fermi tali obblighi di pubblicazione,
le amministrazioni aggiudicatrici hanno facoltà di pubblicare lo
stesso avviso facendo ricorso a differenti modalità, nel rispetto
dei princìpi di cui all'articolo 1, comma 1, della presente legge.
2-ter. Entro quindici giorni dalla ricezione della proposta, le amministrazioni
aggiudicatrici provvedono:
a) alla nomina e comunicazione al promotore del responsabile del procedimento;
b) alla verifica della completezza dei documenti presentati e ad eventuale
dettagliata richiesta di integrazione. torna
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Art.
37-ter.
(Valutazione della proposta) 1. Le amministrazioni aggiudicatrici valutano la fattibilità
delle proposte presentate sotto il profilo costruttivo, urbanistico ed
ambientale, nonché della qualità progettuale, della funzionalità,
della fruibilità dell'opera, dell'accessibilità al pubblico,
del rendimento, del costo di gestione e di manutenzione, della durata
della concessione, dei tempi di ultimazione dei lavori della concessione,
delle tariffe da applicare, della metodologia di aggiornamento delle stesse,
del valore economico e finanziario del piano e del contenuto della bozza
di convenzione, verificano l'assenza di elementi ostativi alla loro realizzazione
e, esaminate le proposte stesse anche comparativamente, sentiti i promotori
che ne facciano richiesta, provvedono ad individuare quelle che ritengono
di pubblico interesse. La pronuncia delle amministrazioni aggiudicatrici
deve intervenire entro quattro mesi dalla ricezione della proposta del
promotore. Ove necessario, il responsabile del procedimento concorda per
iscritto con il promotore un più lungo programma di esame e valutazione.
Nella procedura negoziata di cui all'articolo 37-quater il promotore potrà
adeguare la propria proposta a quella giudicata dall'amministrazione più
conveniente. In questo caso, il promotore risulterà aggiudicatario
della concessione. torna
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Art.
37-quater.
(Indizione della gara) 1. Entro tre mesi dalla pronuncia di cui all'articolo 37-ter di
ogni anno le amministrazioni aggiudicatrici, qualora fra le proposte presentate
ne abbiano individuate alcune di pubblico interesse, applicano, ove necessario,
le disposizioni di cui all'articolo 14, comma 8, ultimo periodo e, al
fine di aggiudicare mediante procedura negoziata la relativa concessione
di cui all'articolo 19, comma 2, procedono, per ogni proposta individuata:
a) ad indire una gara da svolgere con il criterio dell'offerta economicamente
più vantaggiosa di cui all'articolo 21, comma 2, lettera b) , ponendo
a base di gara il progetto preliminare presentato dal promotore, eventualmente
modificato sulla base delle determinazioni delle amministrazioni stesse,
nonché i valori degli elementi necessari per la determinazione
dell'offerta economicamente più vantaggiosa nelle misure previste
dal piano economico-finanziario presentato dal promotore; è altresì
consentita la procedura di appalto-concorso;
b) ad aggiudicare la concessione mediante una procedura negoziata da svolgere
fra il promotore ed i soggetti presentatori delle due migliori offerte
nella gara di cui alla lettera a) ; nel caso in cui alla gara abbia partecipato
un unico soggetto la procedura negoziata si svolge fra il promotore e
questo unico soggetto.
2. La proposta del promotore posta a base di gara è vincolante
per lo stesso qualora non vi siano altre offerte nella gara ed è
garantita dalla cauzione di cui all'articolo 30, comma 1, e da una ulteriore
cauzione pari all'importo di cui all'articolo 37-bis, comma 1, quinto
periodo, da versare, su richiesta dell'amministrazione aggiudicatrice,
prima dell'indizione del bando di gara.
3. I partecipanti alla gara, oltre alla cauzione di cui all'articolo 30,
comma 1, versano, mediante fidejussione bancaria o assicurativa, un'ulteriore
cauzione fissata dal bando in misura pari all'importo di cui all'articolo
37-bis, comma 1, quinto periodo.
4. Nel caso in cui nella procedura negoziata di cui al comma 1, lettera
b), il promotore non risulti aggiudicatario entro un congruo termine fissato
dall'amministrazione nel bando di gara, il soggetto promotore della proposta
ha diritto al pagamento, a carico dell'aggiudicatario, dell'importo di
cui all'articolo 37-bis, comma 1, quinto periodo. Il pagamento è
effettuato dall'amministrazione aggiudicatrice prelevando tale importo
dalla cauzione versata dal soggetto aggiudicatario ai sensi del comma
3.
5. Nel caso in cui la gara sia esperita mediante appalto-concorso e nella
successiva procedura negoziata di cui al comma 1, lettera b), il promotore
risulti aggiudicatario, lo stesso è tenuto a versare all'altro
soggetto, ovvero agli altri due soggetti che abbiano partecipato alla
procedura, il rimborso delle spese sostenute e documentate nei limiti
dell'importo di cui all'articolo 37-bis, comma 1, quinto periodo. Il pagamento
è effettuato dall'amministrazione aggiudicatrice prelevando tale
importo dalla cauzione versata dall'aggiudicatario ai sensi del comma
3.
6. (abrogato) torna
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Art.
37-quinquies.
(Società di progetto) 1. Il bando di gara per l'affidamento di una concessione per la
realizzazione e/o gestione di una infrastruttura o di un nuovo servizio
di pubblica utilità deve prevedere che l'aggiudicatario ha la facoltà,
dopo l'aggiudicazione, di costituire una società di progetto in
forma di società per azioni o a responsabilità limitata,
anche consortile. Il bando di gara indica l'ammontare minimo del capitale
sociale della società. In caso di concorrente costituito da più
soggetti, nell'offerta è indicata la quota di partecipazione al
capitale sociale di ciascun soggetto. Le predette disposizioni si applicano
anche alla gara di cui all'articolo 37-quater . La società così
costituita diventa la concessionaria subentrando nel rapporto di concessione
all'aggiudicatario senza necessità di approvazione o autorizzazione.
Tale subentro non costituisce cessione di contratto. Il bando di gara
può, altresì, prevedere che la costituzione della società
sia un obbligo dell'aggiudicatario.
1-bis. I lavori da eseguire e i servizi da prestare da parte delle società
disciplinate dal comma 1 si intendono realizzati e prestati in proprio
anche nel caso siano affidati direttamente dalle suddette società
ai propri soci, sempre che essi siano in possesso dei requisiti stabiliti
dalle vigenti norme legislative e regolamentari. Restano ferme le disposizioni
legislative, regolamentari e contrattuali che prevedano obblighi di affidamento
dei lavori o dei servizi a soggetti terzi.
1-ter. Per effetto del subentro di cui al comma 1, che non costituisce
cessione del contratto, la società di progetto diventa la concessionaria
a titolo originario e sostituisce l'aggiudicatario in tutti i rapporti
con l'Amministrazione concedente. Nel caso di versamento di un prezzo
in corso d'opera da parte della pubblica amministrazione, i soci della
società restano solidalmente responsabili con la società
di progetto nei confronti dell'Amministrazione per l'eventuale rimborso
del contributo percepito. In alternativa, la società di progetto
può fornire alla pubblica amministrazione garanzie bancarie ed
assicurative per la restituzione delle somme versate a titolo di prezzo
in corso d'opera, liberando in tal modo i soci. Le suddette garanzie cessano
alla data di emissione del certificato di collaudo dell'opera. Il contratto
di concessione stabilisce le modalità per la eventuale cessione
delle quote della società di progetto, fermo restando che i soci
che hanno concorso a formare i requisiti per la qualificazione sono tenuti
a partecipare alla società ed a garantire, nei limiti di cui sopra,
il buon adempimento degli obblighi del concessionario sino alla data di
emissione del certificato di collaudo dell'opera. L'ingresso nel capitale
sociale della società di progetto e lo smobilizzo delle partecipazioni
da parte di banche ed altri investitori istituzionali che non abbiano
concorso a formare i requisiti per la qualificazione possono tuttavia
avvenire in qualsiasi momento. torna
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Art.
37-sexies.
(Società di progetto: emissione di obbligazioni) 1. Le società costituite al fine di realizzare e gestire
una singola infrastruttura o un nuovo servizio di pubblica utilità
possono emettere, previa autorizzazione degli organi di vigilanza, obbligazioni,
anche in deroga ai limiti di cui all'articolo 2410 del codice civile,
purché garantite pro-quota mediante ipoteca; dette obbligazioni
sono nominative o al portatore.
2. I titoli e la relativa documentazione di offerta devono riportare chiaramente
ed evidenziare distintamente un avvertimento dell'elevato grado di rischio
del debito, secondo modalità stabilite con decreto del Ministro
delle finanze, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici. torna all'inizio
Art.
37-septies.
(Risoluzione) 1. Qualora il rapporto di concessione sia risolto per inadempimento
del soggetto concedente ovvero quest'ultimo revochi la concessione per
motivi di pubblico interesse, sono rimborsati al concessionario:
a) il valore delle opere realizzate più gli oneri accessori, al
netto degli ammortamenti, ovvero, nel caso in cui l'opera non abbia ancora
superato la fase di collaudo, i costi effettivamente sostenuti dal concessionario;
b) le penali e gli altri costi sostenuti o da sostenere in conseguenza
della risoluzione;
c) un indennizzo, a titolo di risarcimento del mancato guadagno, pari
al 10 per cento del valore delle opere ancora da eseguire ovvero della
parte del servizio ancora da gestire valutata sulla base del piano economico-finanziario.
2. Le somme di cui al comma 1 sono destinate prioritariamente al soddisfacimento
dei crediti dei finanziatori del concessionario e sono indisponibili da
parte di quest'ultimo fino al completo soddisfacimento di detti crediti.
3. La efficacia della revoca della concessione è sottoposta alla
condizione del pagamento da parte del concedente di tutte le somme previste
dai commi precedenti. torna all'inizio
Art.
37-octies.
(Subentro) 1. In tutti i casi di risoluzione di un rapporto concessorio per
motivi attribuibili al soggetto concessionario, gli enti finanziatori
del progetto potranno impedire la risoluzione designando, entro novanta
giorni dal ricevimento della comunicazione scritta da parte del concedente
dell'intenzione di risolvere il rapporto, una società che subentri
nella concessione al posto del concessionario e che verrà accettata
dal concedente a condizione che:
a) la società designata dai finanziatori abbia caratteristiche
tecniche e finanziarie sostanzialmente equivalenti a quelle possedute
dal concessionario all'epoca dell'affidamento della concessione;
b) l'inadempimento del concessionario che avrebbe causato la risoluzione
cessi entro i novanta giorni successivi alla scadenza del termine di cui
all'alinea del presente comma ovvero in un termine più ampio che
potrà essere eventualmente concordato tra il concedente e i finanziatori.
2. Con decreto del Ministro dei lavori pubblici, sono fissati i criteri
e le modalità di attuazione delle previsioni di cui al comma 1. torna
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Art.
37-nonies.
(Privilegio sui crediti) 1.I crediti dei soggetti che finanziano la realizzazione di lavori
pubblici, di opere di interesse pubblico o la gestione di pubblici servizi
hanno privilegio generale sui beni mobili del concessionario ai sensi
degli articoli 2745 e seguenti del codice civile.
2. Il privilegio, a pena di nullità, deve risultare da atto scritto.
Nell'atto devono essere esattamente descritti i finanziatori originari
dei crediti, il debitore, l'ammontare in linea capitale del finanziamento
o della linea di credito, nonché gli elementi che costituiscono
il finanziamento.
3. L'opponibilità ai terzi del privilegio sui beni è subordinata
alla trascrizione, nel registro indicato dall'articolo 1524, secondo comma,
del codice civile, dell'atto dal quale il privilegio risulta. Della costituzione
del privilegio è dato avviso mediante pubblicazione nel foglio
annunzi legali; dall'avviso devono risultare gli estremi della avvenuta
trascrizione. La trascrizione e la pubblicazione devono essere effettuate
presso i competenti uffici del luogo ove ha sede l'impresa finanziata.
4. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 1153 del codice civile,
il privilegio può essere esercitato anche nei confronti dei terzi
che abbiano acquistato diritti sui beni che sono oggetto dello stesso
dopo la trascrizione prevista dal comma 3. Nell'ipotesi in cui non sia
possibile far valere il privilegio nei confronti del terzo acquirente,
il privilegio si trasferisce sul corrispettivo. torna all'inizio
Art.
38.
(Applicazione della legge)
1. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento, il Ministero per
i beni culturali e ambientali per la realizzazione dei lavori di scavo,
restauro e manutenzione dei beni tutelati ai sensi della legge 1º
giugno 1939, n. 1089 (ora Titolo I del decreto legislativo n. 490 del
1999), può procedere in deroga agli articoli 16, 20, comma 4, 23,
comma 1, e 23, comma 1- bis, limitatamente all'importo dei lavori, nonché
all'articolo 25, fermo restando che le percentuali di cui al comma 3 del
medesimo articolo 25 possono essere elevate non oltre il limite del 20
per cento e che l'importo in aumento relativo alle varianti che determinano
un incremento dell'importo originario del contratto deve trovare copertura
nella somma stanziata per l'esecuzione dell'opera.
Art. 38-bis. (Deroghe in situazioni di emergenza ambientale)
1. Al fine di accelerare la realizzazione di infrastrutture di trasporto,
viabilità e parcheggi, tese a migliorare la qualità dell'aria
e dell'ambiente nelle città, l'approvazione dei progetti definitivi
da parte del consiglio comunale costituisce variante urbanistica a tutti
gli effetti. torna
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Art.
38-bis.
(Deroghe in situazioni di emergenza ambientale)
Al fine di accelerare la realizzazione di infrastrutture di trasporto,
viabilità e parcheggi, tese a migliorare la qualità dell'aria
e dell'ambiente nelle città, l'approvazione dei progetti definitivi
da parte del consiglio comunale costituisce variante urbanistica a tutti
gli effetti. torna
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