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Il nuovo Hotel Santa Chiara a Venezia

Lo sapevano tutti. Alle moltitudini di amministratori, politici, addetti del settore e non, che oggi insorgono contro l’aspetto duro e violento della nuova ala dell’hotel Santa Chiara a Venezia non era stato nascosto nulla. I disegni, i plastici, i render e tutto il materiale possibile era stato pubblicato ampiamente. Quindi dico subito che trovo assurde le lacrime di coccodrillo. L’opera era ‘chiara’ fin dall’inizio. Oramai é li, conclusa e resterà al suo posto per qualche centinaio di anni.

Personalmente non mi piace. Ovvero, l’edificio in sé non é affatto brutto, ma ritengo che sia assolutamente inadatto per il contesto in cui sorge.
Nella descrizione del progetto si legge:
‘Il nuovo edificio, pur ricalcando il sedime della precedente edificazione, si distingue chiaramente dalla preesistenza ma al tempo stesso si integra armoniosamente con l’insieme, nel rispetto dei vincoli dati dal lotto e dal contesto’
Non é vero. Analizzando l’edificio si capisce che chi lo ha progettato non si é affatto posto il problema dell’integrazione, ma ha lavorato seguendo altre logiche. Lecite, ma non quelle.
Il volume ha una proporzione non compatibile con quelli vicino, il ritmo delle finestre é totalmente diverso e la forma non segue lo slancio verticale tipico dell’area, i materiali sono altri, i colori ancora peggio. Insomma, nulla si ‘armonizza’ con il contesto. Anzi.
Si potrebbe dire che anche l’antistante ponte di Calatrava lavora per contrasto, ma il ponte é per definizione un oggetto tecnologico, un elemento estraneo da qualsiasi contesto che ha nella propria natura la dimostrazione dell’evoluzione dell’uomo. Una casa no. Segue altri parametri.
Quindi in questo caso credo che ci si trovi di fronte ad un bell’esempio di architettura in un luogo completamente sbagliato. Ce ne sono tanti in italia, basti pensare al museo romano dell’Ara Pacis…ben peggio di questo.
La sola cosa che però non si può digerire, é la schiera di dissociazioni da parte di chi aveva tutti gli strumenti per conoscere l’esito della costruzione. Questo non é accettabile, il progetto era pubblicato ovunque, per esempio qui:
Vorrei però concludere con una domanda agli architetti della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali di Venezia che avrebbero dovuto tutelare l’integrità dell’immagine della città.
Dove avete individuato le similitudini e le integrazioni di quest’ala dell’hotel Santa Chiara con il contesto della città di Venezia?