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Vedrò
2008: mescolare le idee. La centrale idroelettrica Fies, sede di Vedrò, è schiacciata tra pendici rocciose di una bellezza imbarazzante. Gli ambienti sono austeri, post-industriali. Il carroponte osserva dall’alto attraverso improbabili buchi in un vecchio solaio. Le turbine sono sparite, solo poche di esse sono ancora in funzione, ma si sente ancora il frastuono. Un tubo enorme scende dalla montagna, e si infila chissà dove per lasciare spazio ad un prato verde e inadeguato con poltroncine in ferro battuto e tavoli simil-liberty. Il posto è bellissimo, perfetto. 400 uomini e donne si incontrano per tre giorni. Molti di loro sono vecchi amici; altri, come me, non conoscono nessuno. E’ la prima volta. Ma non sembra. L’atmosfera è rilassata, tutti sono curiosi di sapere chi hanno di fronte, di conoscere la storia degli altri e soprattutto di ascoltare le idee degli altri. Perché è di questo che si parla: di idee.
Non so se ho interpretato giusto, non so se chi ha organizzato questo evento inseguiva questo scopo, ma certamente l’aspetto più interessante è stato proprio questo, la possibilità di raccontarsi “idee”; idee tra persone che operano in settori eterogenei, tra menti impegnate a risolvere ogni giorno problemi differenti, tra cervelli formati in luoghi diversi del mondo. Jacopo scrive per i giornali, Cristina produce documentari, Marco studia sistemi energetici, Alberto ricerca nuove strade per l’editoria , Grazia ti spiega come comunicare, Alex sperimenta nuove strade per il marketing. Non esiste un denominatore comune, le differenze sono maggiori delle similitudini ma è solo così che è possibile individuare nuove strade: ciascuno nei propri interessi, ciascuno nel proprio lavoro. Io mi occupo di architettura, il mio scopo è rendere felici le persone creando per loro gli ambienti più adatti per abitare, lavorare, coltivare il corpo e lo spirito, come diceva Le Corbusier. Raggiungere questo scopo significa conoscere gli esseri umani e sviluppare sempre nuove idee. Idee che nascono dalla fusione e dalla combinazione, mai dall’esclusione. Vedrò mescola le idee, le mischia, le amalgama e le alimenta dentro un luogo che produceva energia, e che tutto sommato continua a produrla anche oggi.
Le giornate passano in fretta, tra workshop, plenarie, cene e calcetto. Al rientro la sensazione è piacevole, l’arricchimento c’è stato, lo scopo di Vedrò è stato raggiunto. Per chi volesse sapere qualcosa in più di Vedrò: WWW.VEDRO.IT
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