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Studenti
David Foddanu
E-mail
david.foddanu@libero.it
Anno
di corso
Tesi di laurea
Scuola
Universita degli studi di firenze
Facoltà di Architettura
Professori
Loris
Macci,
Fabio Fabbrizzi
Anno
progetto
2003-2004
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NUOVO POLO MUSEALE SUL SITO ARCHEOLOGICO DI THARROS (OR)
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Il lavoro prevede la realizzazione di un polo museale sul sito archeologico
della città di Tharros; città di origine fenicio-punica
che sorge sulla penisola del Sinis, nel golfo di Oristano sulla costa
centro-occidentale della Sardegna.
Oltre al museo è previta un’area dedicata allo studio e
ricerca su Tharros e in generale su tutta la penisola del Sinis.
Partendo da una analisi del territorio e degli insediamenti urbani dell’area
dal 1500 a.C., fino al 1.000 d.C, anno di abbondono della città,
si tentato di ricercare dei segni; strumenti atti a riproporre la "memoria
del luogo" nella realizzazione del progetto.
La ricerca ha portato all’individuazione e analisi di tre civiltà,
che hanno caratterizzato la conformazione e lo sviluppo urbano della
città: I Nuragici, i fenicio-Punici e i Romani.
Si è cercato così di individuare i segni "caratteristici"
che hanno lasciato queste tre civiltà sul territorio e in particolare
sulla città, evidenziando le peculiarità degli edifici
e dell’assetto urbano della città nelle sue fasi di sviluppo
ed espansione urbana.
Si è mirata la ricerca su: edifici di culto a carattere ipogeo
nuragico-fenicie, le mura puniche e il cardum romano.
Partendo da questi segni, si è sviluppato il progetto che n questo
modo tenta di dialogare come "elemento moderno", con la città
"antica".
Il progetto si allinea sul cardum, mantenendolo come asse di sviluppo
della città, rimanendo interrato, richiamando il carattere ipogeo.
Al centro un passaggio divide in due elementi principali il progetto,
attraversandolo longitudinalmente, lungo il tratto delle mura puniche
ormai demolite.
Il passaggio richiama anche il percorso sacro di purificazione dei pozzi
"sacri", anch’essi a carattere ipogeo.
Questo percorso viene raddoppiato da una passerella a una quota superiore
che richiama l’acquedotto romano che passava proprio sopra le
mura che porta direttamente al sito archeologico.
Inoltre il polo è pensato come una sorta di quartiere della città
"rinata", riprendendone le caratteristiche, che permetta al
visitatore di percepire l’interazione del "nuovo con l’antico"
e l’ambiente circostante, tentando di formare un insieme omogeneo.
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